Il Tirreno

Pontedera

Evantra, la supercar di Luca Mazzanti si presenta alla città

di Emilio Chiorazzo
Evantra, la supercar di Luca Mazzanti si presenta alla città

I bolidi di lusso realizzati a Pontedera venerdì sera protagonisti in centro di una iniziativa col Teatro Era

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PONTEDERA. Due eccellenze che si incontrano. E che insieme, incontrano il territorio. Due mondi - la fabbrica e la cultura - che diventano uno solo, con un unico intento: portare il nome di Pontedera in giro per il mondo. Da una parte il teatro, la Fondazione Pontedera («più conosciuta all’estero che da noi», dice il sindaco. Dall’altro l’azienda di Luca Mazzanti, l’uomo delle “supercar”, che trasforma i sogni in realtà. Venerdì, in piazza Curtatone si presenteranno alla cità: la Fondazione, con una rappresentazione di Lisboa, l’opera dedicata al poeta portoghese Pessoa, rappresentata in ogni angolo del pianeta e la Evantra, terzo modello delle supercar uscita dall’officina di Luca Mazzanti.

A vederla, sul tavolo del consiglio comunale, in formato modellino, sembra davvero uscita da un fumetto. Invece è il frutto di decenni di lavoro, di studio, di applicazioni. «Quando sono andato a far visita alla sua azienda – spiega il sindaco – sono rimasto colpito. Un’azienda familiare, conosciuta in tutto il mondo. Un’eccellenza del territorio, che deve essere da stimolo per noi che, dovremmo mettere in campo strumenti a sostegno di queste realtà».

Sarà anche questo il senso della serata di venerdì in centro. A stimolare una discussione, tra il sindaco e l’imprenditore ci penserà il giornalista Francesco Ippolito, di Canale 50. Ci sarà spazio anche per raccontare gli aspetti più curiosi di queste supercar: un modello precedente, la Antas, è stata protagonista di un film “Speed race”, unica vettura vera in mezzo a tante costruite al computer.

Nel laboratorio meccanico di Mazzanti, di queste vetture se ne costruiscono cinque o sei ogni anno, vengono vendute soprattutto a straniero («finora nessun italiano ne ha ordinata una», dice Luca Mazzanti). Sono molto personalizzate. «E soprattutto – spiega l’ideatore e costruttore – sono il frutto di una sinergia tra tante aziende, alcune internazionali, altre del territorio: ciò significa che dietro a queste eccellenze, c’è poi anche una economia che si muove».

Tutto è nato una ventina di una fa. «A vederle da fuori – dice Mazzanti, pensando alle sue cars – sembrano oggetti miraoclosi.Sono, invece, il frutto di tanto lavoro, non c’è improvvisazione».

Faceva, all’origine, il restauratore di auto di pregio. «Mi aprocciavo a quel lavoro con lo stesso atteggiamento di chi restaura un quadro – spiega – cercando di interpretare la filosofia del suo autore. Fino a che ho deciso di metterci del mio: questi modelli sono nati così».

La Evantra, che verrà presentata venerdì sera sul corso, non è altro che l’evoluzione dei primi prototipi. «A pensarci bene – dice – se analizzo le forme che ho dato alle vetture, credo ai aver trasportato sulle lamiere l’amore che ho per le nostre colline, per i paesaggi che siamo abituati a vedere ogni giorno intorno a noi».

Nell’ambiente degli amanti, Mazzanti è conosciuto. L’ultimo modello di supercar l’ha presentata a Monaco, davanti al principe Alberto. «Vorrei – dice che la gente vedendo questi modelli, scoprendo cosa c’è dietro, trovasse lo stimolo per darsi una spinta in questi momenti difficili. Il messaggio è che con lavoro e dedizione, le cose che ci piacciono, possono diventare realtà». E, nel suo caso, anche una bella storia di economia che funziona.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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