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personaggi di casa nostra: il successo di Buralli

Da bruco della consolle a farfalla del palco

Da bruco della consolle a farfalla del palco

SANTA CROCE SULL’ARNO. Per usare una metafora zoologica e un po’ fiabesca, la storia è quella di un “bruco” della console trasformatosi in una “farfalla” da palcoscenico. È così che il santacrocese...

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Per usare una metafora zoologica e un po’ fiabesca, la storia è quella di un “bruco” della console trasformatosi in una “farfalla” da palcoscenico. È così che il santacrocese Daniel Buralli definisce il proprio “stadio evolutivo” nel mondo dell’intrattenimento, a distanza di 10 anni dall’inizio di una carriera partita da giovanissimo, ancora diciassettenne, e già ricca di soddisfazioni, traguardi, e affollata soprattutto di nuovi obiettivi. Prima deejay e vocalist, poi animatore e intrattenitore, il ventisettenne Buralli rappresenta ormai una garanzia fra locali e discoteche della Versilia, nome noto fra i giovani di mezza Toscana, nonché protagonista di serate ed eventi, e recentemente proiettato anche nel mondo dello spettacolo. Reduce da un infortunio che lo ha tenuto per un po’ lontano dai riflettori, Buralli è di nuovo “in pista” da alcuni giorni, e sabato sera ha presentato al “Tettuccio” di Montecatini la serata di gala “Passi di Talento”. Il tutto in compagnia dell’ex coreografo di Michael Jackson LaVelle Smith junior, cinque volte vincitore dei Music Awards di Mtv.

Per lo showman di Santa Croce un’ulteriore consacrazione fra le “stelle” della cittadina del Cuoio. Perché fuori dai bottali c’è una cultura del talento: «Sono convinto – dice Buralli – che Santa Croce abbia radici fortemente artistiche, vuoi per il carnevale, vuoi per l’esempio di un personaggio come Don Backy, ma anche per l’impegno delle scuole nel teatro e nel canto. È la cornice adatta per i ragazzi che vogliono portare avanti certe passioni». Una passione, quella per il palco, iniziata già da bambino, quando ad una festa di Capodanno il piccolo Daniel sparì dagli occhi dei genitori, per ricomparire poi insieme all’orchestra a cantare “Come mai” degli 883. «È stato una sorta di “battesimo” del palco, l’inizio simbolico – racconta –. Poi, a 17 anni, grazie all’aiuto della mia famiglia, ho iniziato a fare il deejay in locali e discoteche. E da lì è stata un’evoluzione, graduale, perché non mi accontentavo più di stare solo dietro alla console, ma sentivo il bisogno di salire sul palco, prendere il microfono e coinvolgere il pubblico».

Una vena artistica che Buralli condivide con la sorella Lisa, 19 anni, reduce dalla finale al Festival canoro di Castrocaro Terme. Insieme, infatti, Lisa e Daniel hanno iniziato anche a frequentare l’accademia Art Show Dance di Eleonora Di Miele, a Montecatini, «che mi ha permesso un ulteriore stadio evolutivo, soprattutto nel canto e nel teatro», dice Daniel, che nel frattempo ha iniziato anche a collaborare con un’agenzia di backstage e organizzazione di eventi. Pochi mesi fa anche una piccola comparsa sul grande schermo, con una parte nel film “Una vita da sogno” di Domenico Costanzo. E poi le tante serate e feste in piazza presentate da Buralli, ormai a cadenza quasi giornaliera, mentre prosegue l’attività di deeejay, anche con l’uscita, tra poche settimane, del remix di “Satisfaction” dei Rolling Stones. Ma l’obiettivo per il futuro è soprattutto quello della televisione. «Non tanto per il fascino in sé del piccolo schermo – spiega – ma per la capacità di arrivare davanti a milioni di persone. Mi piacerebbe tanto un’esperienza con Striscia o con Le Iene. In questi giorni sto scrivendo anche un nuovo format televisivo dedicato alle discoteche, una sorta di Masterchef dell’intrattenimento notturno, che metta in luce cosa va e cosa non va. Infine, dato che ho già un talento in casa, sto preparando anche uno spettacolo in coppia con mia sorella». (g.p.)

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