Lutto
Una frode fiscale da 19 milioni di euro
È il calcolo fatto dai magistrati di Roma nell’ambito dell’inchiesta sulla costruzione del magazzino Conad a Montopoli
MONTOPOLI VALDARNO. Bancarotta fraudolenta e frode fiscale. Sono questi i reati che ruotano attorno al magazzino Conad di Montopoli Valdarno e che sono rimasti a pesare sul capo di importanti imprenditori, dopo che sono saltati reati gravissimi come l'associazione a delinquere, l'appropriazione indebita e lo stesso riciclaggio. L'operazione “Fuori tutto” che portò la Procura di Roma ad ordinare una serie di arresti nel giugno del 2011, avrà un primo epilogo lunedì 16 settembre nelle aule del giudice per le indagini preliminari di Roma.
Come anticipato l’altro giorno dal nostro giornale, la Procura della Repubblica di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per personaggi eccellenti, come il presiedente della Pistoiese Orazio Ferrari, 62 anni, noto immobiliarista, come Ugo Baldi, 66 anni, amministratore delegato di Conad del Tirreno, ovvero uno dei colossi della grande distribuzione in Italia, particolarmente potente in Toscana. Con loro vanno di fronte al Gup di piazzale Clodio a Roma Silvano Ferrini, 68 anni, che del Conad (la sigla sta per consorzio nazionale dettaglianti) fu anche presidente, Ettore Conti, ex dirigente di Conad anche lui, e il 63enne avvocato ed immobiliarista di Pistoia Andrea Baldi.
Ma la richiesta di un processo per reati pesantissimi (e dove la prescrizione è molto lunga: sia per la bancarotta che per la frode fiscale) è scattata anche per Luigi Minischetti, ex presidente del piccolo Banco di Lucca ma dal passato importante come alto dirigente bancario, dalla Cassa di risparmio di San Miniato, cassaforte degli imprenditori del Valdarno, alla Banca del Monte di Lucca, oggi proprietà (tremolante) di banca Carige. Un banchiere che ha contato molto in una buona parte della regione.
Le vicende dell'inchiesta sono abbastanza note e varie. Ma la più importante ruota appunto intorno alla costruzione del centro di distribuzione della Conad, che venne realizzanto a Montopoli Valdarno. Attorno all’acquisto dei terreni e alla successiva costruzione dei magazzini si sarebbero infatti giocate le partite di plusvalenza nascoste al Fisco per evitare di pagarci le tasse (in particolare l'Irpef) e di versare l'Iva. Secondo i calcoli fatti dai pm di Roma la cifra dell'evasione, anzi della frode fiscale, viaggia sui 19 milioni di euro. Anche se in realtà, quasi la metà, ovvero 9 milioni e 456mila euro, sarebbero solo ed esclusivamente di sanzioni pecuniarie. Ovvero delle multe che si pagano (e che spesso viaggiano sul 50% di quanto evaso o comunque sottratto al Fisco) per chiudere i contenziosi con l'Agenzia della Entrate.
Da segnalare che l'immobile di Montopoli Valdarno è stato acquistato dal gruppo Conad per la cifra tonda di 60 milioni di euro, che con l'Iva al 20% arrivavano a 72. Cifre molto importanti, che, secondo la Procura, sono poi servite ad organizzare provviste.
In questa vicenda dell'immobile di Montopoli Valdarno, Conad, come gruppo aziendale, è parte lesa, anche se protagonisti della vicenda giudiziaria sono suoi importanti dirigenti dell'epoca. Da ricordare che la compravendita dei terreni e la costruzione dei magazzini ha coinvolto anche una società che era stata costituita in Bulgaria. Dove alcuni degli indagati avevano dei prestanome che agivano per loro.
Di sicuro le risultanze finali dei pubblici ministeri svelano una cosa: che non si è trovato quel bottino che doveva essere costituito attraverso l'evasione e la frode fiscale. Insomma la pistola fumante in questa inchiesta non c'è, o comunque non ci sarebbe.
Molte delle cose uscite fuori dall'inchiesta dovranno quindi essere passate al vaglio del dibattimento, sempre che le richieste di rinvio a giudizio della Procura vengano accolte (in tutto o in parte) dai giudici di Roma. In caso affermativo per i tanti personaggi coinvolti si dovrebbe andare a processo nei primi mesi del 2014.
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