Sicurezza
Piaggio, la Fim-Cisl scalda già il clima
Un manifesto affisso alle portinerie della fabbrica «Non firmeremo per la cassa integrazione, non serve»
PONTEDERA. Un manifesto, che la Rsu Piaggio della Fim-Cisl ha affisso alle portineria della fabbrica della Vespa, riscalda il clima sindacale. Un lungo messaggio per informare gli iscritti al sindacato che non firmeranno la cassa integrazione.
«È inaccettabile – scrivono – la motivazione che l’azienda ci ha dato, per spiegare la cassa integrazione, per il mese d’agosto a quei lavoratori che sono rimasti fuori dal contratto di solidarietà».
Il riferimento è all’incontro del giorno prima con i vertici aziendali. Nel quale è stato annunciato anche il programma delle riduzioni produttive di settembre. Due settimane per lo stabilimento veicoli commerciali di solidarietà; due settimane anche per lo stabilimento motori: la prima per metà dei dipendenti, l’altra per tutti. E ponte per la festa di San Faustino che ricorre l’11 ottobre.
«La produzione dei mesi estivi – continua il manifesto – coincide con un calo che risente della flessione del mercato. La prima conseguenza di questo è che i part-time verticali usciranno entro la prima settimana di settembre». Cosa, questa, che era accaduta anche un anno fa.
«L’azienda per il futuro ci parla di scenari non chiari – scrive ancora la Fim - Ma per noi quei dati non rispondono al vero: la situazione è diversa».
Poi una denuncia: la linea sterzi è stata dismessa. «È stato deciso di spostare all’estero un’altra lavorazione. Ma poiché – prosegue Fim – nello stesso momento è stata presa la decisione di importare dall’estero a Pontedera alcune lavorazioni come quella del Liberty, a cosa serve la cassa integrazione? Perché ce la fanno fare?».
Uno sguardo anche in casa altrui: «La Uil-Uilm vorrebbe estendere la solidarietà a tutto lo stabilimento; la Fiom-Cgil è presente agli incontri col segretario provinciale, ma come uditore (per via della sentenza sulla mancata sigla nel contratto, ndr). Loro lasciano la scelta dello strumento da utilizzare all’azienda. Basta che sia uguale per tutti», segnala il manifesto della Fi.
Che poi annuncia le proprie azioni: «Non ci sono le condizioni per firmare la Cassa integrazione – dicono – l’azienda è l’unica responsabile di questa situazione».
E chiede che in una prossima riunione (tra il 15 e il 20 settembre), si possa trattare sul lungo periodo.
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