Il Tirreno

Pontedera

Muore cinque mesi dopo l’incidente in scooter

di Cristiano Marcacci

Aveva 67 anni, si scontrò con un’auto lungo via Lungomonte a Montecalvoli Dal 7 aprile era immobile in un letto, completamente paralizzato

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SANTA MARIA A MONTE. Un’agonia durata cinque lunghissimi mesi. Un’agonia per lui, completamente immobile in un letto, e per i suoi familiari.

Michele Vinicolo, 67 anni, di Santa Maria a Monte, non ce l’ha fatta. Ha detto addio, lasciandoli tra le lacrime, alla moglie e ai figli e si è dovuto arrendere alle tremende conseguenze di un incidente stradale in cui fu coinvolto alcuni mesi fa.

Vinicolo è morto nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Montecatone, vicino ad Imola, struttura di riferimento a livello nazionale per le lesioni midollari. Non si era più ripreso da quel maledetto 7 aprile, quando l’uomo rimase vittima di un gravissimo incidente lungo via Lungomonte a Montecalvoli. Era in sella al suo scooter e finì contro un’auto che in quel momento stava effettuando un’inversione di marcia. La carambola e la caduta a terra furono devastanti. Michele Vinicolo riportò all’istante una lesione midollare che gli procurò poi la paralisi completa.

«Purtroppo – ci spiega il figlio Patrizio – la situazione è precipitata negli ultimi giorni, soprattutto dopo la tracheotomia che i medici hanno deciso di praticargli. Nel corso dell’ultima settimana aveva già avuto un’emorragia e un arresto cardiaco. I dottori erano riusciti a mantenerlo in vita, ma poi è subentrata un’altra emorragia, stavolta fatale. In famiglia sapevamo tutti che si trattava di una storia senza lieto fine, ma non pensavamo che tutto potesse accadere così velocemente. Siamo disperati».

Per il momento, la salma di Vinicolo è nelle mani della burocrazia. Essendo deceduto per le conseguenze di un incidente stradale, che vede ovviamente la presunta responsabilità dell’autista dell’auto con cui si scontrò lo scooter, il pubblico ministero della procura emiliana dovrà decidere se disporre o meno l’autopsia sul corpo dell’uomo.

«Penso che fino a lunedì – aggiunge il figlio Patrizio – il pm non metterà a disposizione della famiglia la salma per l’organizzazione del funerale».

In questi ultimi cinque mesi Vinicolo è sempre stato paralizzato ed infermo in un letto, anche se cosciente. Non muoveva più né braccia, né gambe. Respirava solamente con l’ausilio dei macchinari e si nutriva grazie al sondino nello stomaco, in quanto la paralisi della muscolatura gli impediva addirittura anche la deglutizione.

Proprio del caso di Vinicolo, circa due mesi fa, si occupò il nostro giornale, quando cioè i figli dell’uomo furono costretti, attraverso un legale di fiducia, a presentare una diffida ufficiale alla dirigenza sanitaria di Montecatone, dopo che i medici della struttura emiliana nei primi giorni del mese di luglio avevano preso la decisione di dimettere il paziente, nonostante l’allarmante quadro clinico. Dopo una “battaglia” durata qualche giorno, si arrivò al dietrofront dell’ospedale imolese, che continuò a mantenere ricoverato Vinicolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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