Il Tirreno

Pontedera

Dieci mesi di lavoro dietro al Palio

Pomarance: il Centro deciso a far valere il titolo di campione in carica

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POMARANCE. Il Centro, colori rosso e giallo, come il nome stesso sottolinea, è il rione nel quale risiede il cuore pulsante di Pomarance. Le due piazze principali, il municipio. La storia del Centro è la storia del Palio perché ha avuto parte non indifferente nella realizzazione di questo. All’inizio un torneo calcistico. Sennonché il primo anno (1958) il rione Marzocco, vecchio e leale avversario del Centro, portò una innovazione che è rimasta poi caratteristica essenziale del Palio, fece sfilare alcuni personaggi in costume. La cosa piacque, ed ecco che l’anno successivo 1959 il Centro fa, come suole dire, “cappotto” e vinse contemporaneamente la coppa per il torneo calcistico e il primo premio nella sfilata con una buona e semplice interpretazione de “I Tre Moschettieri”. Vincerà altre undici rappresentazioni. E, a distanza di anni, è anche oggi il rione campione in carica. «Se non ci fosse rivalità, intesa come competizione tra i rioni il nostro Palio sarebbe già terminato, o comunque avrebbe cambiato forma – spiega molto bene Marco Bettini, capitano del Centro –. Non si lavora dieci mesi ad uno spettacolo per scendere nel Piazzone e partecipare soltanto».

Dieci mesi nei quali la gente della contrada, ognuno con un compito preciso, dà il proprio contributo per la realizzazione di uno spettacolo teatrale che dovrà sbaragliare le concorrenza nel fatidico giorno del Palio. Ci sono donne che durante i mesi estivi sacrificano qualsiasi cosa per tagliare, cucire e mettere a punto i vestiti della sfilata e che poi verranno utilizzati in scena. Gli uomini che costruiscono la scenografia, i quali appena hanno un minuto di tempo tra un turno di lavoro e un altro, vanno al fondo o scendono nel Piazzone per costruire i palchi che ogni anno, in linea con l'andamento della qualità delle rappresentazioni, sono sempre più ricercati ed elaborati. Tutto questo per un’emozione che chiunque abbia provato non dimentica. «Assistere allo scrutinio delle schede dei giurati la sera del Palio è un'esperienza non consigliata ai deboli di cuore».

(g.b.)

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