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Pontedera

Ospedale blindato con il patto territoriale

Ospedale blindato con il patto territoriale

Il direttore Asl e il presidente Uncem sul Colle. «Incontro per chiarire, speriamo che Buselli ascolti»

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VOLTERRA. Il mese scorso viene approvato in Società della salute e lunedì sarà firmato ufficialmente dal direttore della Asl Rocco Damone e dal presidente dell’Uncem Oreste Giurlani. Si tratta del “patto territoriale”: in soldoni si è un accordo tra Comuni (sede di “piccoli ospedali”) e Asl che, di fatto, blinda il diritto alla salute, in questo caso dei cittadini dell’Alta Valdicecina. Almeno questa la garanzia che dà il numero uno dell’azienda ospedaliera 5, Rocco Damone. «Questo percorso nel settore sanitario è stato portato avanti per mesi da Uncem in accordo con la Regione: i patti territoriali, sono strumenti a garanzia dei presidi ospedalieri e nel caso specifico di Volterra, all’interno c’è anche il protocollo d'intesa sulle politiche della salute firmato lo scorso anno, altra garanzia del mantenimento dell’ospedale di Volterra», spiega. E aggiunge: «Speriamo che il sindaco Buselli questa volta ascolti invece di far finta di non sapere». Parole e delucidazioni che Damone non mancherà di dare, nei dettagli, insieme a Oreste Giurlani lunedì alle 21.15 nella sala Melani della Torre Toscano nell’incontro organizzato dal Pd “La verità sui patti territoriali”, coordinato da Francesca Moretti, segretario circolo Sanità del Pd. «Il patto territoriale lo abbiamo approvato il mese scorso in Sds e ora lo firmeremo ufficialmente», continua. All’interno del “patto” «si definisce l’offerta territoriale dei servizi, compatibilmente con il rispetto dei bisogni della salute dei territori ed i singoli piani di riordino dell’offerta ospedaliera formulati dalle singole Asl, per mantenere un livello adeguato di servizi nelle zone disagiate», sottolinea il presidente Uncem. La questione riforma sanitaria e futuro erano al centro del consiglio aperto organizzato martedì a Volterra. Anche senza l’interlocutore principale, l’assessore regionale Luigi Marroni (ha disdetto per impegni sopraggiunti) la seduta si è tenuta con critiche sonore dal Pd locale. «La critica sulla gestione del consiglio poggia su due motivazioni, la democrazia e il peso e l’efficacia del consiglio», dicono. «Il sindaco sapeva già che l’assessore aveva chiesto di concordare una nuova data per la conferenza dei capigruppo, quando il consiglio non era stato convocato». E rincarano: «Abbiamo poi appreso da Facebook le modalità di svolgimento del consiglio e neppure abbiamo avuto la possibilità di parlare: il sindaco ha chiuso la seduta aperta e ci ha dato la parola solo dopo, in una seduta “ordinaria” non prevista». E chiudono: «Spazi e onori, invece, sono stati riservati ai due consiglieri regionali ex Lega Nord e a un europarlamentare sempre ex leghista».(f.s.)

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