Il Tirreno

Pontedera

È legata al territorio la nuova sfida dell’Itcg “Fermi”

di Andrea Lanini
È legata al territorio la nuova sfida dell’Itcg “Fermi”

Alla “ragioneria” non si perde di vista la tradizione e i numeri crescono: sono due le classi in più quest’anno

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PONTEDERA. Lanciata verso l'importante giro di boa di un «settennato pieno di soddisfazioni», Cristina Cosci, preside dell'Itcg “Enrico Fermi” di Pontedera, racconta la “sua” scuola con parole che vibrano di sincero entusiasmo, e il cielo sa se ce ne vuole per far funzionare la didattica in Italia. L'Istituto di via Firenze, pur non abbandonando la tradizione pratica, spiccia, di una formazione dedita ai numeri, che resta e resterà sempre il suo marchio di fabbrica, si affaccia alle nuove sfide dell'oggi «rinnovandosi, scommettendo sul territorio».

Arrivò nel 2007, la professoressa Cosci. Allora gli alunni erano «743», sottolinea con opportuna precisione da ragioniera, «mentre oggi andiamo verso i 1200. E le classi, quest'anno, saranno 45, due in più della scorsa stagione. Buon segno. Vuol dire che stiamo lavorando in un modo che viene apprezzato». Insomma, «nessuna crisi del settimo anno, nel rapporto tra me e il “Fermi”», scherza la preside. La liaison, anzi, che ovviamente include colleghi e collaboratori, «va a gonfie vele». A testimoniarlo, lo scoppiettante ventaglio di novità che la scuola può proporre ai suoi ragazzi «grazie all'ottimo lavoro di un meraviglioso corpo docente». La novità più ghiotta per l'anno 2013-2014 è «l'indirizzo agrario. L'abbiamo realizzato con l'assenso e il contributo della Regione. Coinvolge molte realtà della provincia, le associazioni di categoria sono già interessate a collaborare. Due classi prime, sezione A e B, stanno per tenere a battesimo il corso. Tra cinque anni avremo tecnici agrari pronti a spendere in giro le loro competenze. Il ritorno alla terra è un modo per rispondere alla crisi, che sta spingendo tutti quanti a prendere a cuore le problematiche ambientali, la tutela del suolo, la valorizzazione dell'agricoltura». Parallelamente all'apertura di questa frontiera “green”, corre una perdurante, tenace espansione che riguarda la ragioneria e gli indirizzi nati negli ultimi anni, tra cui quelli dedicati al Turismo, alle Costruzioni. «Anche questi, a loro modo, sono ispirati alla cura dell'ambiente. Vediamo la scelta di puntare sull'Agraria come il completamento ideale di questo ciclo».

Uno dice “ragioneria”, e magari pensa alla solitudine dei numeri primi, a tristi schedari, alla polvere che si raccoglie su vecchie scartoffie: dimenticatevi tutto questo. I numeri di cui attualmente si occupano gli studenti del “Fermi” parlano il linguaggio della modernità, si dinamizzano per diventare marketing, cultura dell'imprenditorialità, business. Grazie anche al turismo, irrinunciabile vena aurifera di chiunque si formi e operi all'interno dei confini della pregiata Toscana. «Un altro filone che ci sta dando grandi soddisfazioni, questo. Abbiamo contatti con la Rete Museale della Valdera. Partecipiamo vari progetti a livello nazionale ed europeo. Infatti coltiviamo con attenzione l'insegnamento delle lingue straniere, seguendo i protocolli delle certificazioni riconosciute dall'Ue. E poi facciamo in modo che i nostri ragazzi viaggino per il continente, facciano esperienze in altri paesi, a contatto con coetanei di altre nazioni. Partecipiamo al progetto “Comenius”, che quest'anno è dedicato allo sport (la dicitura ufficiale è “Eurolympics”) e porterà gli studenti del “Fermi” a confrontarsi coi colleghi tedeschi, francesi, bulgari, ungheresi...». Guai a dimenticare «il cammino intrapreso per rinnovare la didattica attraverso l'informatica e l'evoluzione digitale. L'anno scorso abbiamo avviato una sperimentazione con l'uso dell'i-Pad in classe. È andata benissimo. Quest'anno riproponiamo la stessa esperienza con una nuova classe prima. Con diverse modalità d'approccio, serve sia agli studenti che ai docenti. I genitori vorrebbero fosse subito estesa anche alle altre classi. Spesso capita che qualche mamma o qualche papà dica: “Ho saputo che in una prima si fa lezione con l'i-Pad, come mai mio figlio no?”. E noi lì a spiegare che siamo all'inizio, che è tutto in fase di crescita, che prima o poi ci arriveremo. D'altra parte, è molto probabile che in tempi brevi si riesca ad estendere la cosa: c'è il contributo delle famiglie e della provincia, per acquistare gli i-Pad, un costo non da poco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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