Il Tirreno

Pontedera

Morte nel laghetto si allargano le indagini

di Sabrina Chiellini
Morte nel laghetto si allargano le indagini

Ravvisate possibili responsabilità da parte di chi gestisce l’impianto ma anche della proprietà (il Comune) e di chi ha la concessione degli impianti

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PONTEDERA. Va avanti l’inchiesta della Procura di Pisa per fare chiarezza sulle responsabilità nella morte del pescatore di 50 anni, Giorgio Donati, di Palaia, rimasto ucciso dalle scariche elettriche dopo che la sua canna in carbonio ha urtato contro i cavi dell’alta tensione di un impianto Enel ai laghi Braccini. L’incidente risale al pomeriggio del 14 agosto. La Procura aveva richiesto l’autopsia e disposto, affidandoli ai carabinieri di Pontedera, una serie di accertamenti sull’impianto sportivo di proprietà dell’amministrazione comunale e dato in gestione ad un’associazione sportiva. Nell’area in cui il pescatore ha perso la vita non c’erano cartelli per segnalare l’evidente situazione di pericolo. I divieti di pesca su quelle sponde del lago sono comparsi nei giorni successivi: li ha fatti installare il Comune su richiesta dei carabinieri che fin dal primo sopralluogo hanno scritto al Comune chiedendo di prendere le adeguate misure di sicurezza per evitare ad altri pescatori di trovarsi in una situazione di pericolo. I gestori del lago, da parte loro, hanno spiegato ai carabinieri che quel giorno avevano allontanato dalla stessa riva del lago dove poi è avvenuto l’incidente altri pescatori invitandoli ad andare e a pescare solo nelle postazioni adeguatamente attrezzate. Un che però non risolve il problema della mancata segnalazione del passaggio dei cavi della corrente elettrica con conseguente divieto di pesca nel tratto sottostante la linea elettrica. Nei giorni scorsi i carabinieri di Pontedera hanno consegnato alla Procura, al pm Paola Rizzo che segue il caso, un’informativa in cui fanno il punto delle indagini svolte ipotizzando responsabilità che vanno in più direzioni. Anche i tecnici Enel sono stati al laghetto per controllare la linea elettrica, spiegando che si tratta di un impianto a norma anche se, ovviamente, sarà oggetto di verifiche. Ma la distanza dei cavi dallo specchio d’acqua sarà tenuta in con siderazione nelle indagini. Al momento non ci sarebbero persone iscritte nel registro degli indagati ma è solo una questione di tempo. I carabinieri avrebbero finora ravvisato responsabilità a vari livelli per la mancata sicurezza dell’impianto. Quella che riguarda il Comune e chi ha firmato la convenzione per la gestione affidata a privati dei laghi Braccini. Quella della società a cui sono stati affidati i laghi Braccini e, infine, quella di chi ha avuto a sua volta la gestione del lago più piccolo, l’associazione Lago Nemo di San Miniato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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