Attenzione
Asl, niente acquisti senza l’ok del direttore
Per tenere sotto controllo la spesa il Dg ha comunicato ai responsabili dei settori che non potranno fare shopping di strumenti e prodotti se non c’è la sua firma
PONTEDERA. «L’occhio del padrone, si sa, ingrassa il cavallo». Nel senso che gli affari (o i beni) sono gestiti meglio dal proprietario che li segue di persona e non da chi li ha in gestione. La frase è del direttore generale dell’Asl 5 Rocco Damone, che tenendo di conto dei consigli dettati dalla saggezza popolare, dopo le ferie, ha tirato fuori dal cassetto una sorta di circolare. Lui la definisce una semplice disposizione, destinata agli impiegati Usl che sono responsabili degli acquisti nei vari settori, i gestori di conto. Cari colleghi, questo il senso della disposizione, da ora fino alla fine dell’anno, ogni ordine di acquisto dovrà avere il mio l’ok , cio è quello del direttore generale.
Se mancano le garze, piuttosto che gli strumenti per le sale operatorie o le provette, l’ultima parola spetterà al direttore generale.
«Siamo nella seconda parte dell’anno – spiega il dottor Damone – e anche se i conti della nostra azienda sono abbastanza in ordine c’è la necessità di tenere sotto controllo la spesa. Ho deciso di farlo personalmente per cercare di risparmiare. I tempi sono quelli che sono e c’è sempre più bisogno di razionalizzare la spesa».
Non è una novità. Negli ambulatori si fa attenzione anche all’utilizzo della ... carta dopo un’ecografia. Si racconta di bicchieri di carta usati al posto delle provette. Da ora in poi potranno registrarsi altri problemi. Gli unici acquisti possibili saranno quelli d’urgenza che dovranno essere documentati dai singoli responsabili e sempre autorizzati dal Dg. «Nei primi mesi dell’anno – aggiunge Damone – credo ci sia stata la possibilità di fare le scorte di alcuni materiali, a giudicare dalle spese, ora ci possiamo anche fermare con gli acquisti». Il primo stop è quello per gli strumenti chirurgici, dalle forbici alle pinze: materiali costati all’Asl nei primi sei mesi dell’anno circa 200mila euro. Saranno attentamente monitorati anche gli ordini della cancelleria (compresi i toner ), della carta e dei prodotti delle pulizie in generale. Sono bloccati fino all’anno nuovo gli acquisti di arredi, attrezzature economali e di tutti quei materiali che non sono considerati indispensabili nella gestione dei distretti, degli ospedali e dei vari ambulatori gestiti dall’azienda sanitaria locale. In sostanza, se la spesa dei farmaci è più difficile da tenere sotto controllo anche se, ovviamente, l’Asl fa di tutto per evitare di vedere lievitare i conti, con tutti gli altri acquisti è più facile intervenire. Quasi sicuramente la decisione di centralizzare i controlli arriva dopo che la verifica dei primi sei mesi dell’anno deve avere messo in evidenza che qualcosa non è andato come era stato programmato all’inizio dell’anno. E per evitare sorprese alla chiusura dell’anno chi spende soldi pubblici deve farsi autorizzare da chi sta al vertice dell’azienda (come insegna la storia del padrone e del cavallo).(s.c.)
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