Il Tirreno

Pontedera

Ombre oscurano la scelta di Enel Sole

di Giacomo Pelfer
Ombre oscurano la scelta di Enel Sole

6,3 milioni in nove anni per l’illuminazione pubblica. In consiglio si astiene a sorpresa il capogruppo del Pd Giglioli

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SAN MINIATO. È un voto dai toni “nervosi” quello che ha dato il via all’operazione con Enel Sole, al quale il Comune di San Miniato, nell’ultimo consiglio comunale, ha affidato per 9 anni la fornitura, la manutenzione e il miglioramento di tutta l’illuminazione pubblica.

Un voto delicato, con tanto di astensione a sorpresa del capogruppo Pd Simone Giglioli, che non ha motivato la scelta, ma che ha fornito comunque la fotografia della situazione interna alla maggioranza. Pochi minuti di consiglio, infatti, e la seduta è stata interrotta per un breve summit di maggioranza, chiedendo subito dopo di anticipare il punto su Enel Sole, per evitare ulteriori assenze tra le file del Pd nelle ore successive.

Ad aprire la questione, alcuni mesi fa, era stata un’interrogazione di Laura Cavallini (Sel), da cui era emersa l’esistenza di una delibera di giunta, datata al mese di dicembre ma pubblicata solo a marzo, che dava la propria adesione a un’offerta di Enel Sole, società vincitrice della gara Consip indetta dal Ministero dell’Economia, e quindi riconosciuta come offerta valida e vantaggiosa per gli enti locali. Una convenzione da 6,3 milioni di euro, che affida a Enel Sole fino al 2022 la fornitura elettrica, la manutenzione e l’efficientamento di tutti i punti luce del Comune, con la possibilità di ulteriori investimenti, fuori contratto, alle medesime condizioni.

«In pratica – ha spiegato l’assessore Gianluca Bertini – è previsto un canone annuo di 691mila euro, di poco superiore alla cifra spesa attualmente, che garantirà però dal decimo anno un risparmio di circa 190mila euro». Un’operazione, tuttavia, che ha scatenato da subito perplessità, soprattutto nel metodo più che nel merito. Così, poche settimane fa, l’approdo in consiglio comunale per l’approvazione di una nuova delibera, diversa dalla precedente, a ridosso della scadenza del 7 agosto, ultimo giorno utile per aderire all’offerta. Una scelta, quella di portare il tema in consiglio, apprezzata dal Pdl ma definita una «farsa» da Laura Cavallini. «Non abbiamo gli strumenti – ha detto Roberto Ferraro del Pdl – per valutare a livello tecnico se l’offerta sia vantaggiosa o meno. Tuttavia, trattandosi di un contratto di fornitura, il passaggio in consiglio comunale era previsto per legge. Per fortuna l’amministrazione è tornata sulla retta via, evitando di ripetere quanto avvenuto con il project financing». «Come mai – ha chiesto invece Cavallini – questa delibera di consiglio non cita mai la precedente delibera di giunta? Senza dimenticare che un consiglio comunale non può autorizzare un dirigente. Tutto questo dimostra che la nuova delibera non ha valore legale, serve solo a far credere che il consiglio valga qualcosa. Un atteggiamento scorretto e poco trasparente: se non avessi fatto l’interrogazione la cosa sarebbe andata avanti senza che nessuno ne sapesse niente. L’offerta di Enel Sole non è mai stata comparata con altre soluzioni, a dimostrazione che l’unico obiettivo era quello di aderire a questa convenzione».

L’operazione, secondo Umberto Pinori (Pd), si inserisce invece «in un percorso di efficientamento energetico e salvaguardia dell’ambiente. Comparare le varie offerte è complicato: non a caso c’ha già pensato il Ministero dell’Economia, dato che si tratta di un’offerta vincitrice di gara Consip». Critiche sul metodo, invece, da parte di Francesco Lupi: «Rimango convinto della bontà dell’operazione, ma devo esprimere dei rilievi sul percorso che ci ha condotto a questo punto».

Al momento del voto, i consiglieri Pd hanno votato a favore insieme a Michele Di Gianni dell’Udc, con l’unica e significativa eccezione del capogruppo Giglioli, che non è intervenuto per spiegare la scelta. Lo stesso Giglioli è stato anche l’unico ad astenersi sull’immediata eseguibilità, che ha visto invece il Pdl votare a favore, «perché il metodo non ci è piaciuto – ha detto Ferraro – ma non vogliamo neanche far saltare tutto». Contrari Cavallini e Fabio Corsi dei Comunisti Uniti, che ha parlato di «una scelta non tecnica ma prettamente politica, che impegna il Comune per un servizio essenziale con un esborso economico enorme».

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