Gioco
Finalmente Maria riposa in pace
Dopo la diatriba con il Comune, si è svolto il funerale della madre del consigliere Rocchi
CASCINA. La piccola chiesa di Pettori non riesce a contenere la folla arrivata a dare l’ultimo saluto a Maria Teresa Coturri, 79 anni, trovata morta lo scorso 19 agosto a Viareggio, vegliata per due giorni dalla figlia disabile. In tanti aspettano fuori. Entrano i familiari, i parenti e gli amici più stretti. Tanto dolore condensato nella chiesa di Santo Stefano Protomartire. Un funerale atteso da troppo tempo, a causa delle polemiche per la sepoltura della vedova Rocchi. Il figlio Alberto Rocchi, consigliere comunale di Cascina, voleva seguire le volontà della madre, che chiedeva di essere seppellita accanto al marito nel cimitero di Musigliano. Nel 2005 Alberto acquistò una concessione al cimitero per il padre, che sarebbe stata ampliata al momento del lutto per sua madre. Nel frattempo il regolamento è cambiato e ha portato Rocchi a una vera e propria diatriba con il Comune per il luogo della sepoltura. Alla fine la soluzione è stata trovata e Maria Teresa ora riposa in un loculo a terra a Musigliano, nello stesso cimitero in cui è seppellito il marito. Dove il figlio Alberto potrà pregare insieme alla sorella che il 17 agosto ha visto morire la madre davanti ai propri occhi. La figlia non autosufficiente l’ha vegliata per quasi due giorni nel residence dove si trovavano in vacanza a Viareggio, senza riuscire a dare l’allarme. Fino a quando Alberto - allarmato perché nessuno rispondeva al telefono - è rientrato precipitosamente dal weekend in Sicilia e ha trovato il cadavere della madre con la sorella accanto. La salma è rimasta bloccata all’obitorio di Viareggio e soltanto giovedì mattina è potuta rientrare a casa, a Pettori, in via dei Piastroni. Da lì è partito il corteo funebre verso la chiesa di Santo Stefano Protomartite, per la messa celebrata da don Piero Nannipieri. Nell’omelia ha ricordato la parabola delle dieci vergini, dal Vangelo secondo Matteo. «Ci insegna che dobbiamo sempre farci trovare pronti nell’ora del giudizio – ha detto – la morte dello spirito è peggiore di quella del corpo. Ravviviamo la lampada della fede con le nostre preghiere e liberandoci dal peccato. Purtroppo, invece, vedo sempre meno persone che si confessano». Il figlio Alberto non ha chiesto fiori, ma opere di bene e ha rinnovato l’invito ad aiutare la sorella disabile che vive con 600 euro al mese. Era la madre a prendersi cura della giovane che ha perso un importante punto di riferimento e affetto. La figlia avrà una persona, nominata da un giudice tutelare, per curare i suoi interessi. Chi vorrà potrà aiutarla. Rocchi ha aperto a nome della sorella un conto corrente postale.
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