Toscana
Geofor, l’investimento è a rischio
Sul nuovo impianto gravano le incertezze legate ai tempi di pagamento dei servizi da parte dei Comuni
PONTEDERA. È il vento dell'incertezza a soffiare in viale America. L’associazione d’imprese che si è aggiudicata l’appalto del nuovo impianto per l’organico si è sfilata dalla partita. «C’è arrivata la rinuncia formale per colpa dell’allungamento dei tempi. Ma siamo in trattativa con il raggruppamento che è arrivato secondo, la capofila è un’azienda tedesca», conferma il presidente Geofor Paolo Marconcini. Un investimento da 17 milioni di euro che nelle previsioni avrebbe portato ad avere l’impianto a regime nella primavera del 2014. Invece, siamo ancora alle carte. Nel frattempo, restano i problemi delle maleodoranze che da anni investono Pontedera e le zone limitrofe in base a come gira il vento. E ciò nonostante gli investimenti dell’azienda sul vecchio impianto di compostaggio dei rifiuti organici.
«L’obiettivo è di riuscire ad aprire il cantiere a metà del prossimo anno, poi serviranno 18 mesi di lavori prima della messa in esercizio», sostiene il presidente Geofor. Ma è un calendario che deve fare i conti con l’autorizzazione all’impianto, che in pratica è un ampliamento di quello esistente e perciò segue un iter semplificato, che dovrà rilasciare la Provincia di Pisa. E poi c’è l’incognita dei finanziamenti. Per far quadrare il conto serve un mutuo da 10 milioni di euro. Soldi che l’azienda di Gello chiede alle banche, a cui ha già bussato per far fronte ai ritardi con cui i Comuni pagano i servizi a Geofor.
«A breve invierò una nuova lettera di sollecito ai Comuni – dice Marconcini –. Capisco che non è una questione d’inerzia e che gli enti locali devono fare i conti con una serie di vincoli, ma il problema resta. Ci sono ritardi di mesi e in alcuni casi le cifre superano il milione di euro». Che aggiunge: «Si tratta di soldi che l’azienda anticipa a fronte dei servizi che eroghiamo e per i quali ci affidiamo all’indebitamento bancario. Perciò, quando già ci sono dei debiti diventa difficile presentarsi agli istituti di credito per chiedere nuovi affidamenti».
Sulla carta c’è anche una partita che guarda al futuro. A giocarla sono Geofor e Geofor Patrimonio, la società totalmente pubblica, partecipata dai Comuni. Tra i due soggetti deve essere siglato l’accordo, con l’avallo dell’Ato Costa, sulla proprietà e la gestione del nuovo impianto. E ciò perché dei 17 milioni di euro di investimento 4 milioni sono di contributi della Regione. Così, per conciliare le esigenze della parte privata che partecipa in Geofor, con una quota del 40% del capitale sociale, la proprietà dell’impianto sarà pubblica da subito ma la gestione viene garantita a Geofor e in prospettiva al nuovo soggetto che prenderà corpo con il riassetto su scala regionale del sistema dei rifiuti. Con la clausola che a chi gestirà il servizio faranno capo anche le rate del mutuo.
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