La protesta
Inseguimenti e perquisizioni in manette banda di rapinatori
Vasta operazione dei carabinieri dopo lo scippo commesso venerdì ai danni di un’anziana disabile davanti al Credito Cooperativo di Fornacette. Tra gli arrestati un latitante della provincia di Brindisi
PONTEDERA. Era latitante dal 19 agosto, da quando era scomparso dalla provincia di Brindisi pur essendo in affidamento ai servizi sociali con l’obbligo di dover rientrare tutte le sere alle 20. Nicola Totaro, 30 anni, è stato arrestato l’altra sera dai carabinieri della compagnia di Pontedera nel corso di una vasta operazione scattata dopo la rapina all’anziana disabile che per scipparla della borsa due uomini hanno scaraventato per terra dal girello che le serve per camminare mentre si trovava davanti alla sede centrale della banca di Credito Cooperativo di Fornacette.
Una rapina, però, alla fine sventata, grazie all’intervento di due vigilantes del Corpo Guardie di Città. Uno degli autori dello scippo dovrebbe essere proprio Totaro, che stava scontando una condanna per rapina e aveva ottenuto la libertà vigilata e l’affidamento ai servizi sociali. Da quando aveva fatto perdere le sue tracce era arrivato in Valdera sapendo che avrebbe trovato alcuni amici del Sud che si erano trasferiti nella zona di Ponsacco per motivi di lavoro. E proprio con loro il sorvegliato è di nuovo finito nei guai.
A portare i carabinieri sulle tracce della banda sono state la macchina, una Alfa Romeo, che era stata vista nei pressi della banca, e la descrizione che alcuni testimoni avevano fatto dei due rapinatori e di altri due giovani che erano stati visti insieme a loro. L’auto è stata intercettata sulle strade della Valdera da una pattuglia dell’Arma dopo che era scattato un massiccio controllo del territorio, secondo le indicazioni del comando provinciale dell’Arma e della stessa compagnia dei carabinieri di Pontedera. Sull’auto sarebbe stato trovato materiale interessante per le indagini tanto che sono scattate delle perquisizioni in alcune abitazioni a cui hanno lavorato i carabinieri di Calcinaia e Ponsacco.
Una rocambolesca operazione, dunque, che avrebbe permesso di arrestare gli autori della rapina alla pensionata, che sono stati riconosciuti dalle Guardie di Città, e alcuni componenti di una banda di rapinatori e ladri provenienti da Brindisi e provincia che avrebbero compiuto altri reati in provincia di Pisa, compreso l’assalto a un distributore che avrebbe però fruttato solo pochi euro. La stessa Alfa Romeo, che viaggiava con una targa provvisoria, sarebbe stata vista più volte negli ultimi giorni a Pontedera. Non è escluso che la banda stesse preparando altri colpi: le perquisizioni avrebbero permesso di recuperare anche armi, alcune delle quali portate in Toscana dallo stesso Totaro.
I particolari e i retroscena dell’operazione seguita dalla procura di Pisa saranno illustrati domani mattina in una conferenza che è stata convocata al comando provinciale dei carabinieri e in cui si conoscerà il numero degli arrestati e quello degli eventuali ricercati, sfuggiti ad un inseguimento a Ponsacco a cui hanno partecipato numerose pattuglie.
La vicenda di Totaro è particolare. A denunciare la sua scomparsa era stata proprio la famiglia che era in ansia per il trentenne, come hanno riportato le cronache locali in questi giorni. Il trentenne era scomparso da Torre Santa Susanna. Il suo cellulare, quello almeno di cui erano a conoscenza i familiari, risultava spento. L’uomo era in affidamento ai servizi sociali e doveva rientrare tutte le sere alle 20. Ma la sera del 19 questo non è successo. I genitori, non vedendolo rientrare come al solito, si sono allarmati. La madre è stata colta da malore ed ha dovuto fare ricorso alle cure mediche. La notizia ha fatto subito il giro del paese, quando nelle vicinanze della casa dell’uomo sono state notate diverse gazzelle dei carabinieri. Da quel momento Totaro era stato segnalato tra le persone da ricercare. Tante le ipotesi, compresa quella che potesse essergli accaduto qualcosa di grave. In realtà, almeno per alcuni giorni non è stato così. Almeno prima di finire di nuovo in carcere con l’accusa di rapina e di detenzione abusiva di armi.
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