Gioco
Un’altra opera di Staccioli imbrattata dai vandali
VOLTERRA. Un'altra opera d'arte imbrattata, un altro danno alla città. Non c'è pace per l'arte in una città che vive anche e soprattutto di cultura, non c'è pace per le opere di un artista, forse il...
VOLTERRA. Un'altra opera d'arte imbrattata, un altro danno alla città. Non c'è pace per l'arte in una città che vive anche e soprattutto di cultura, non c'è pace per le opere di un artista, forse il volterrano più conosciuto al mondo, Mauro Staccioli. La scorsa settimana è stato chiuso il famoso e più fotografato "tondo" di poggio San Martino, probabilmente lesionato dalle eccessive attenzioni delle migliaia di turisti che ogni anno si fermano per ammirarlo ed immortalarlo. Oggi quest'opera è recintata in attesa delle opere di manutenzione che saranno eseguite nei prossimi giorni. Un'altra opera dello stesso artista proprio ieri è stata vittima, stavolta certa di un vandalismo, stavolta dichiara, e per questo più indecente. Stiamo parlando del famoso "Tondo pieno", quello collocato dall'artista lungo la Sr 68 tra Volterra e Saline e precisamente alla Boldria.
Qualche anno fa, sempre quest'opera era stata oggetto di un vandalismo, un anonimo, innamorato o solo in vena di imbrattamento, aveva disegnato tre cuoricini sul bordo di questa, miracolosamente senza apportare insanabili danni. In ogni caso, quella volta fu reso necessario eseguire una nuova coloritura dell'opera. Questa volta, pur trattandosi sempre di disegni, l'intervento vandalico è più ampio e più profondo. Un ragazzo stilizzato di colore rosso, con dei capelli ritti alla Bart Simpson che sembra quasi disegnare la bandiera della pace che gli è accanto. Infatti, accanto ad esso è stato grafitata una bandiera multicolore, che sembra quasi sventolare al vento e che copre quasi la metà più bassa del tondo staccioliano. Ogni espressione artistica, se prodotta in tal senso andrebbe salvaguardata, ma ovviamente sono da biasimare quelle che, deturpando un bene artistico di indubbio valore, mortificano una città e con essa la comunità che la preserva.
Riccardo Rinaldi
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