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Dolore e commozione per Simone

Dolore e commozione per Simone

L’addio al cuoco di 29 anni: il saluto dei colleghi scritto su una maglietta

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PECCIOLI. Un grande abbraccio di amici e parenti ha dato l’ultimo saluto nella chiesa di S.Verano al giovane Simone Mariancini, pecciolese, 29 anni, morto in un incidente in moto a Viareggio dove lavorava come cuoco. Sopra la bara in mostra una bella foto di Simone, in mezzo a tantissimi fiori e una maglietta polo bianca con le firme di colleghi e amici del ristorante dove lavorava a Viareggio. La salma di Simone è stata esposta nella chiesa del Carmine e al momento della cerimonia religiosa c’è stato un breve corteo funebre fino alla chiesa di S. Verano , guidato da don Carlo Gronchi, parroco di Peccioli, e a seguire i genitori di Simone, la sorella Ilaria e tutti gli amici e parenti. C’erano tante persone che la chiesa non riusciva a contenerle. Simone abitava da tre anni a Viareggio, lavorava come cuoco al ristorante “Da Armanda”, ma in passato aveva lavorato anche al ristorante “Tito” al Molo. Le indagini sono sempre in corso per la dinamica dell’incidente e devono essere esaminati accuratamente i rilievi. Simone era alla guida della sua moto Yamaha 600, una delle sue passioni come la fotografia, quando è finito contro un’auto in sosta, lungo via Marco Polo, a poca distanza dal cimitero viareggino. La salma di Simone è arrivata dall’ospedale Versilia dove è stata sottoposta all’espianto degli organi che la famiglia ha deciso di donare affinchè servissero a qualche altra persona, dimostrando un gesto di grande altruismo in un momento di così profondo dolore. Martedì il ritorno della salma di Simone a Peccioli, esposta nella chiesa del Carmine, a Peccioli, vicino alla Misericordia dove Simone ha prestato per diversi anni l’opera di volontariato al servizio del prossimo. Numerosi i volontari al funerale e anche nella sede della Confraternita c’era molta commozione: chi piangeva, chi ricordava episodi di vita insieme durante i turni di servizio con le ambulanze e chi aveva lavorato con lui nello stesso ristorante . La commozione degli amici era tanta e pochi sono riusciti a esprimere, anche con poche parole, il dolore per la scomparsa di Simone. « Il giovane lavorava da diversi anni a Viareggio come cuoco e aveva un po’ lasciato il volontariato nella Misericordia – ha detto il volontario Fabio Fatticcioni – ma l’amicizia era rimasta e veniva spesso a trovarci per un saluto. Lo conoscevo come pecciolese da molti anni prima dell’esperienza del volontariato, fin da quando era piccolo.» Anche la messa celebrata da don Carlo Gronchi, parroco pecciolese, è stata molto commovente: è stata tutta cantata con l’accompagnamento della chitarra, con un coro composto da tanti giovani. «Bussiamo alla porta del cuore del Signore perché cerchiamo in lui la speranza e sentiamo il bisogno del conforto in questi difficili momenti, come la morte di un ragazzo così giovane come Simone – ha detto don Carlo Gronchi, parroco pecciolese- perché è stato strappato così presto ai suoi cari. Ho pensato molto a questo momento e mi ha colto un senso di povertà interiore, perché ci sentiamo poveri per esprimere l’emozione di questo momento, la scomparsa di una persona cara.

Elena Iacoponi

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di Redazione web