Gioco
Era un volontario della Misericordia
Un’amica: «Un ragazzo gioviale e con tante passioni»
PECCIOLI. Alla Misericordia di Peccioli, in piazza del Carmine, lo avevano visto anche l’altra sera. Simone si era fermato a salutare gli amici di sempre. Lo faceva ogni volta che tornava in paese, a trovare i suoi genitori e la sorella Sara.
Prima di tornarsene in Versilia, dove viveva da quasi tre anni, una capatina alla sede della Misericordia, la faceva sempre. Un caffé, un saluto, due battute da scambiare con chi era di turno con le ambulanze. Qui aveva prestato la sua opera, come volontario del soccorso, per tanto tempo. Qui trascorreva, con gli amici, le serate, quando viveva ancora a Peccioli. «Era un tipo gioviale, sempre allegro, di un’allegria contagiosa», lo descrivono gli amici che ora lo piangono. Simone Mariancini era nato a Peccioli 29 anni fa. Fino al 2010 viveva qui, con la famiglia, nella zona di Poggio al Pino, fuori dal centro abitato: il padre Danilo, operaio alla Piaggio, la madre Lina e la sorella Sara, di poco più giovane di lui.
In paese aveva frequentato tutte le scuole, fino alle superiori, quando – a pesare sulla scelta del suo futuro professionale - fu la sua grande passione che aveva per la cucina. Decide di iscriversi all’istituto alberghiero, al “Matteotti” di Pisa.
Tra i fornelli aveva deciso di trascorrere la sua vita professionale. Lavorava come cuoco nel ristorante da Armanda a Viareggio. Prima ancora aveva lavorato da Tito al Molo. E proprio nella cittadina della Versilia aveva deciso di trasferirsi, ormai da quasi tre anni, non perdendo mai, però, il contatto con la sua Peccioli e con i suoi familiari.
Del suo lavoro, dell’amore che ci metteva nel farlo, parlava spesso agli amici.
«Faccio un lavoro che non mi lascia molto tempo libero, devo lavorare tutti i giorni in cui voi persone "normali" fate festa - raccontava attraverso le pagine di un social network - Però è un lavoro per me fantastico perché ti lascia libero di creare. E se fatto, come nel mio caso, con passione dà molte soddisfazioni personali».
Aveva mille interessi, Simone: nel suo cuore coltivava altre passioni. «La moto, ad esempio – racconta Valentina, una sua amica – Ne era un grande appassionato. Qualche mese fa venne a trovarmi a casa, con la sua nuova moto. Appena comprata: era pazzo di gioia. Sembrava un bambino felice».
E poi la fotografia: scattava foto agli amici, in occasione delle feste, alle manifestazione. E scattava foto ai piatti che preparava. Quasi come se fossero opere d’arte,
Era, anche questo, un modo per raccontare, a chi lo conosceva, l’amore che aveva per il suo lavoro.
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