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Pontedera

«Vogliamo sapere perché è accaduto»

«Vogliamo sapere perché è accaduto»

Lo strazio della moglie e del fratello della vittima: «È così assurdo, Giorgio aveva tanti progetti... »

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PONTEDERA. Sulla tragedia è stata aperta un’inchiesta della Procura di Pisa. Tante le domande a cui dovranno dare risposta nelle prossime ore le indagini dei carabinieri.

Nel laghetto comunale, dato in gestione al circolo sportivo Lago Nemo, non ci sono divieti di accesso in tratti che oggi si sono dimostrati così a rischio. I primi a voler sapere se ci sono responsabilità in questa assurda morte sono i familiari della vittima. Insieme alla moglie e alla figlia di Donati, ieri sera, al laghetto è arrivato anche un fratello, Renato. «Ancora non posso credere che sia potuto accadere – dice molto provato dall’improvviso lutto – Stiamo parlando di un uomo di 50 anni. Aveva tanti progetti... Mi viene da credere che ci sia un errore, che non sia proprio mio fratello ad essere morto in questo modo così incredibile».

Giorgio Donati abitava insieme alla moglie e a due figli, Rebecca e Giacomo, a Colleoli, nel comune di Palaia. Lavorava come perito chimico in una conceria a Santa Croce sull’Arno, la Settebello. Per lui questi erano giorni di ferie e non riteneva che non ci fosse niente di meglio che trascorrere la vigilia di ferragosto, una giornata di caldo insopportabile, all’ombra del laghetto, con un leggero vento, a tratti quasi piacevole. A metà pomeriggio sono stati i carabinieri a dare la triste notizia che ha stravolto la vita della moglie dei suoi figli. Difficile accettare l’idea che sia possibile perdere un familiare sapendolo tranquillo in un luogo in cui era andato per divertirsi e passare una giornata all’aria aperta.

A Colleoli, dove tutti si conoscono, la notizia si è diffusa subito creando dolore e sconcerto. Anche il sindaco di Palaia, Alberto Falchi, è stato subito informato dal Comune di Pontedera che un cittadino di Palaia era morto.

Un uomo molto attento sul lavoro e legato alla famiglia: così gli amici descrivono la vittima che è molto conosciuta anche alle Capanne di Montopoli, dove il fratello ha un’azienda e dove abitano alcuni parenti.

Al momento la famiglia non sa quando potrà organizzare il funerale.

Oggi è Ferragosto e difficilmente la Procura prenderà decisioni. I carabinieri invieranno gli atti del sopralluogo e il magistrato a cui è affidato il caso dovrà decidere se disporre l’autopsia.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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