Il Tirreno

Pontedera

Terreni del depuratore in vendita a Santa Croce

di Giacomo Pelfer

Il Comune deve fare fronte al risarcimento da un milione per la vicenda Assa Dopo il versamento della prima rata a luglio la prossima scadrà a dicembre

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Dopo una prima rata da 550mila euro, già scaduta il 31 luglio, a dicembre ne arriverà una seconda da 537mila, per un totale di 1 milione e 87mila euro che in pochi mesi spariranno dalle casse del Comune di Santa Croce. A tanto ammonta la condanna del Tar della Toscana per risarcire i proprietari espropriati, nel lontano ‘95, per la realizzazione del Piano per insediamenti produttivi assegnato al consorzio dei terzisti Assa. Risorse che il Comune dovrà recuperare dalle stesse aziende, ma che intanto rischiano di far sforare il Patto di stabilità.

Una situazione che il Comune conta di scongiurare con la vendita definitiva dei terreni su cui insiste il depuratore. A dirlo, infatti, è la stessa relazione allegata al bilancio di previsione 2013. “Questo notevolissimo esborso – si legge – non graverà sulla gestione ordinaria del bilancio, ma avrà comunque pesanti conseguenze sul fronte del Patto di stabilità”. Le risorse, del resto, erano state accantonate mettendo insieme avanzi di bilancio del 2011 e 2012, e in particolare attraverso le entrate straordinarie legate alla vendita della fognatura industriale e al diritto di superficie per i terreni che ospitano Aquarno.

Il risarcimento per la vicenda Assa impedirà un’estensione di mutui già programmata, “interrompendo – spiega la relazione – quella progressiva diminuzione dell’indebitamento che rimane tra i nostri obiettivi prioritari, e soprattutto la riduzione della spesa annua per ammortamenti che ne sarebbe derivata. L’altra pesante conseguenza si ha sul fronte del Patto di stabilità, con un peggioramento del saldo di quasi un milione, impossibile da compensare con gli strumenti ordinari del bilancio. Pertanto, la prospettiva di un mancato rispetto del Patto, con tutto ciò che ne deriverebbe per i servizi erogati ai cittadini, sarebbe pressoché certa”.

Da qui l’ultima spiaggia: “Riusciremo ad evitarla – si legge – se andasse in porto quella definitiva alienazione al Consorzio depuratore dell’area dell’impianto e delle strutture realizzate a suo tempo dal Comune, al momento del rinnovo del diritto ventennale di superficie”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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