Gioco
Tribunale, il Ministero nega la proroga di 5 anni
Il sindaco promette battaglia: «Se la sezione distaccata dovrà chiudere lo farà a tutti gli effetti, nessuno pensi di usare l’immobile come magazzino»
PONTEDERA. Un altro rintocco funebre per gli uffici giudiziari cittadini o meglio per la sezione distaccata del tribunale di Pisa. A suonarlo è il dirigente del tribunale di Pisa, dottor Franco Cantarano che in una nota ha affidato alla stampa le novità di inizio agosto. «Il Ministero della Giustizia ha respinto la richiesta di mantenimento in uso al tribunale di Pisa dell'immobile della sezione distaccata di Pontedera, in quanto non ricorre la condizione, posta dall'articolo 8 del decreto legislativo 155/12, dell'eseguita ristrutturazione dell'immobile stesso con finanziamenti della Cassa Depositi e Prestiti, ai sensi dell'articolo 19 della legge 30 marzo 1981, numero 119», cioè con il famoso provvedimento di riforma della geografia giudiziaria che cancella numerosi uffici giudiziari e che è destinata ad entrare in vigore il prossimo 13 settembre. L’atteggiamento del Ministero non è certo una sorpresa per Pontedera ma il sindaco, Simone Millozzi, conferma l’intenzione di voler portare avanti tutte le azioni possibili sia a livello politico che amministrativo per contrastare questa decisione e salvare il tribunalino.
La carta della proroga di cinque anni chiesta dall’amministrazione comunale non ha dato l’esito sperato. Del resto Pontedera non aveva i requisiti tecnici richiesti per poter chiedere di rinviare la chiusura. Il Comune ha effettuato importanti lavori di manutenzione all’edificio di piazza Curtatone e Montanara ma non li ha pagati con un mutuo della Cassa depositi e prestiti. Invece questa era una condizione era indispensabile perché il Ministero della Giustizia potesse prendere in considerazione l’ipotesi di bloccare il provvedimento di chiusura.
La comunicazione del dirigente del tribunale aggiunge è in contrasto con il fatto che fino a ieri Pisa non si era ancora attivata per organizzare il trasferimento della sezione distaccata. Lo stesso presidente ha chiesto al Ministero una proroga di quattro mesi per avere il tempo di trovare nuovi uffici alla polizia giudiziaria e organizzare il trasloco di quelli di Pontedera. Costi su costi. Eppure la riforma doveva servire a risparmiare.
«L’atteggiamento del Ministero non è una sorpresa – dice Millozzi – guarda più alla forma che non alla sostanza. I lavori al tribunale sono stati fatti con soldi pubblici e di conseguenza dei cittadini ai quali si vuole togliere un importante presidio. Credo che la questione non si possa considerare chiusa. Il Tar deve esprimersi così come la Corte costituzionale. I parlamentari di zona stanno organizzando nuove iniziative per settembre sempre per scongiurare la chiusura della sezione distaccata. Questa riforma che doveva essere a costo zero – aggiunge Millozzi - alla fine costerà di più. Una cosa è certa: il giorno in cui il tribunale sarà chiuso lo sarà a tutti gli effetti. Nessuno pensi di poterlo usare come magazzino per la sede centrale».
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