Gioco
Voleva tenere per sé due case popolari
Dopo averne ottenuta una più grande, nell’altra ci faceva vivere il fratello disabile. Ieri lo sfratto
PONTEDERA. Ottiene una casa popolare più grande per lui e la numerosa famiglia e lascia il fratello disabile nel piccolo appartamento in cui aveva abitato prima di ricevere in assegnazione un nuovo alloggio. Ma il Comune con Vito Chiumirillo ha seguito la linea dura. Ieri mattina lo sfratto esecutivo e con la forza pubblica, in via Amendola. Il fratello disabile ha avuto un malore ed è stato accompagnato all’ospedale. «Il Comune lascia ai pensionati grandi case e a noi ci fa vivere con un disabile in un appartamento con un solo bagno e con spazi ridotti». «Nel vecchio alloggio veniva fatto ancora dimorare il fratello invalido (mentre tutti gli altri si erano spostati nel nuovo) quando l'individuazione della nuova abitazione (dotata di ascensore) era avvenuta in primis proprio per garantire le necessità del disabile», spiega il Comune. Marco Cecchi, assessore alle politiche abitative del Comune di Pontedera, aggiunge: «Amareggia sempre il ricorso alla forza pubblica per sanare questioni amministrative in una materia sensibile come quella delle case popolari. Ma con l'emergenza abitativa che stiamo soffrendo in questo 2013, una maggiore tolleranza verso le situazioni di abuso e di furbizia sarebbe immorale oltre che inopportuna e illegale. La via dell'abbandono volontario è sempre auspicabile. Per esempio, nel mese di luglio siamo riusciti a recuperare altri due alloggi, uno nella frazione de La Rotta ed un altro in zona Sozzifanti. Si trattava di soggetti che avevano perso i requisiti per stare nelle case popolari e che avevano la possibilità di altre sistemazioni».(s.c.)
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