Il Tirreno

Pontedera

Maxi tassa per un fossato fantasma

di Manolo Morandini
Maxi tassa per un fossato fantasma

A quindici famiglie la Provincia richiede il canone d’occupazione del demanio idrico. Ma il rio è stato interrato

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PONTEDERA. Dimenticato. Sepolto sotto uno strato di terra e ghiaia. Intubato e incalzato tra l’asfalto di via del Popolo e i giardini delle case.

È un tratto di duecento metri del rio Rotina, il fossato che scorre a Santa Lucia. D’improvviso torna alla luce. La Provincia di Pisa, dopo decenni, decide di reclamarne la titolarità e chiede pegno.

I proprietari che affacciano sul quel tratto del Rio devono pagare l’indennità di occupazione al Demanio idrico. Il conto è di 163,62 euro all’anno più gli arretrati, 760,80 euro per i cinque anni precedenti. Colpite dalla richiesta una quindicina di famiglie.

All’inizio di giugno arrivano via posta ordinaria i bollettini e le lettere per richiamare i proprietari al pagamento della tassa. Una doccia fredda per chi da decenni vive in quelle case e paga già più di una tassa: il passo carrabile, per entrare da via del Popolo nel giardino di casa con l’auto, e il contributo al consorzio Fiumi e fossi. Inizia una fitta corrispondenza. Si chiedono spiegazioni.

«In Provincia non abbiamo avuto ascolto alle nostre richieste di chiarimento, ci siamo dovuti rivolgere al Comune di Pontedera che tramite l’ufficio urbanistica si è interessato al caso», dice Claudio Cantini, uno dei residenti colpiti dalla gabella. Che aggiunge: «Quando la zona venne urbanizzata dal Comune negli anni Ottanta le tubazioni per tombare il rio Rotina le pagarono gli abitanti della zona. Adesso ci arriva questa richiesta di pagamento, siamo quindici famiglie coinvolte distribuite su sette proprietà. E oltretutto si parla di una striscia di terreno al di fuori delle nostre proprietà».

La scadenza del primo pagamento è scivolata via senza sborsare un euro. Il 31 luglio è alle spalle.

«Dalla Provincia l’unica risposta c'è l’ha data l’assessore Valter Picchi il 26 luglio: “I pagamenti sono al momento sospesi, viste le richieste di chiarimento”».

C’è l’impegno a far luce sul caso con un incontro tra Provincia e Comune entro i primi giorni di settembre e poi con i cittadini interessati. Si perde tra le maglie del diritto la questione. Per la Provincia non è necessario essere titolari di una concessione, “basta occupare comunque un’area del Demanio idrico” perché sia dovuta un’indennità di occupazione.

«Alla scadenza non abbiamo pagato, affidandoci all’impegno che l’assessore Picchi ci ha comunicato via posta elettronica. Dagli uffici della Provincia non ci è arrivata nessuna altra comunicazione».

Cantini vuole andare fino in fondo, non ci sta a pagare e come lui gli altri residenti. Nessuno sciopero fiscale, ma solo una richiesta legittima di chiarezza.

E un appiglio sembra arrivare dagli uffici del Comune, dove si è lavorato per ricostruire come si è giunti alla copertura di quel tratto del rio Rotina. «Con l’urbanizzazione, il tombamento del rio Rotina e l’allargamento della sede stradale si è determinata una vera e propria dismissione del Demanio a favore del Comune».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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