Toscana
«Non riesco ad affittare per colpa del tubo»
Lustignano, la condotta Enel è a pochi metri dall’agriturismo. Il proprietario: i turisti scappano
POMARANCE. L’agriturismo è pronto. Un casolare in pietra, cinque camere chic, all’ombra della Torraccia medievale di Lustignano che aspettano di ospitare i primi turisti, ma quella condotta Enel a pochi metri da casa rovina tutto. «Quando ho manifestato le mie intenzioni di investire sul territorio, ho ricevuto un sacco di promesse che quel tubo sarebbe stato tolto, ci ho creduto e invece adesso mi ritrovo ad aver fatto un investimento importante senza poterlo sfruttare». Lo sfogo arriva dall’imprenditore milanese Alain Cepparo. Trentaquattro anni, studi londinesi e business in campo economico nel nord Europa, il giovane si innamora dell’Alta Valdicecina. Di quelle valli bucoliche che tanto piacciono pure agli stranieri, eppure con quel tubo le agenzie immobiliari, prima di tutto, disdegnano la struttura.
«Tre agenzie sono venute a vedere l’agriturismo per promuoverlo nel nord Europa e se non viene tolto il tubo neppure mi prendono in considerazione». Il danno economico è ingente. La tubazione Enel si staglia (impossibile non vederla) tra il podere e la medievale Torraccia di Lustignano. «Senza contare che ogni volta che vado, ci sono sempre più parti crollate e tutti i muri del vecchio castello, alti anche un metro e mezzo sono diventati una macchia, un peccato mortale», rincara.
Ovviamente Cepparo, prima di investire, si era accertato sia con il Comune («per dieci metri sono sotto Castelnuovo») che con Enel rispetto alla rimozione del tubo.
«A parole mi avevano assicurato che sarebbe stato interrato, adesso mi si dice che questa operazione sarà fatta nel 2017: ed io come lo ripago l’investimento?».
Anche il progetto di realizzare la piscina è fermo. «Si troverebbe, al momento, a dieci metri dal tubo: che senso ha spenderci altri soldi ora?».
L’empasse blocca anche altri progetti di sviluppo, nell’interesse del territorio. «Ho piantato 700 olivi, perché ho un mente di produrre olio mono-varietale tanto che entro il 2015 vorrei costruire un frantoio in azienda da rendere disponibil anche al territorio, ma di questo passo si sta bloccando tutto il business plan».
Francesca Suggi
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