Il Tirreno

Pontedera

La Ponsacco del futuro trova l’allenza di “Gasp!”

È l’acronimo di “Gruppo Architettura Sostenibile” e riunisce i tecnici di quattro studi professionali. «L’unica strada possibile per rinnovare i servizi»

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PONSACCO. “Gasp!” è l’acronimo di “Gruppo Architettura Sostenibile Ponsacco” e riunisce i tecnici di quattro studi professionali: gli architetti Bellarmino Bellucci e Fabrizio Bracci, il geometra Nino Caroti e gli architetti Rossana Sordi e Moreno Chiarugi. Il gruppo ha seguito fin dall’inizio la presentazione e lo sviluppo di “Ponsacco Quality Life”, il progetto destinato a cambiare il volto urbanistico della città del mobile.

«Il progetto – affermano dal “Gasp!” – nasce da precise esigenze: il Comune non ha risorse economiche né per gestire i servizi pubblici né per rinnovarli e cerca per questo una integrazione tra azione pubblica e privata sfruttando gli incentivi che la legge riserva a queste iniziative con la costituzione di un Fondo Immobiliare pubblico-privato. “Ponsacco Quality Life” è questo e per questo nasce, che piaccia o no ha imboccato forse l'unica strada per risolvere il problema. Per questo si è in pieno disaccordo con altri tecnici che non hanno aderito alla progettazione di opere sul territorio».

Secondo i tecnici che invece hanno aderito, tra gli aspetti positivi del progetto ci sono i servizi pubblico-sociali (scuola, sport, case per anziani o giovani coppie, che saranno in proprietà ai soci del Fondo e questo perseguirà utili di bilancio), il fatto che la gestione del fondo non sarà svolta da figure politiche o esecutive generiche ma da una società specializzata nel risparmio, il fatto che l'integrazione tra mano pubblica e privata svilupperà co-energia ed avvicinamento tra la politica e la società civile; che l’apporto dei beni comunali al Fondo cercherà valorizzazione senza perdere la proprietà e che il regolamento può offrire incentivi al settore delle costruzioni portando lavoro alle ditte locali e benefici all'economia di zona.

«Per costruire l'ecoquartiere a Le Melorie – proseguono i tecnici di “Gasp!” – il “Quality Life” non può aumentare i volumi previsti dal regolamento urbanistico, tant'è che il Comune ha previsto di sottrarre volumi ad alcune aree edificabili. Questo non è giusto perché il volume necessario deve essere sottratto equamente a tutte le lottizzazioni e non ad alcune. È necessario conoscere subito alcuni punti fondamentali del programma, oggi vagamente noti, quali il regolamento del Fondo Immobiliare, le garanzie legate al valore del capitale apportato al Fondo dal Comune e dai privati, le modalità di distribuzione degli interessi generati dal capitale, le modalità di calcolo economico dei beni apportati al Fondo dai privati. Nel caso il progetto non sia approvato dalla Cassa Depositi e Prestiti, il Comune deve garantire per equità ai proprietari delle aree investite dal programma gli stessi diritti temporali di edificabilità delle aree non incluse. Il regolamento del Fondo Immobiliare deve garantire la priorità di lavoro e degli appalti alle ditte locali e il progetto dovrà essere illustrato a tutti con la distribuzione di un documento sintetico affinché i cittadini non siano trattati come semplici spettatori bensì come protagonisti e partners».

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