Il Tirreno

Pontedera

C’è chi dimentica i soldi in banca

Tra i conti cosiddetti “dormienti” c’è anche quello dell’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto

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PISA. Depositi dimenticati. Soldi lasciati a “riposare” in banca e in assicurazioni. Non saranno cifre straordinarie, ma c’è, comunque, chi non ricorda di avere somme parcheggiate o investimenti di cui si sono perse le tracce. Si chiamano conti dormienti e in provincia sono 34. Nulla di straordinario.

Il conto del vescovo. Se non per la curiosità che tra i titolari di posizioni non movimentate da almeno 10 anni c’è anche l’arcivescovo di Pisa, Giovanni Paolo Benotto. Informato dal Tirreno sulla condizione di titolare di un conto dormiente, monsignor Benotto si mostra stupito: «Non ne so nulla». Nome, luogo e data di nascita corrispondono. L’omonimia è esclusa. Sul sito della Consap in corrispondenza del nome dell’arcivescovo viene riportata la società con cui ha avviato un rapporto finziario: la Ugf Assicurazioni Spa, la compagnia della Unipol. Benotto sempre più sorpreso: «Non mi dice niente».

Informazioni. A partire dal 2006 banche, assicurazioni e poste sono obbligate a censire periodicamente tutti i rapporti aperti e a comunicare gli estremi di quelli non movimentati da 10 anni. Certo, nella maggior parte dei casi si tratta di cifre non enormi (seppure debbano essere superiori a 100 euro per poter essere censite), ma comunque sempre di soldi stiamo parlando.

Cosa sono. Si tratta di depositi (libretti a risparmio bancari, cassette di sicurezza, conti correnti, strumenti finanziari, contratti di assicurazione, assegni circolari mai rimborsati, titoli azionari e obbligazioni appartenenti a persone decedute o scomparse) che non risultano più movimentati da dieci anni a partire dalla data di libera disponibilità delle somme. Gli intestatari, o gli eredi, hanno tempo 180 giorni dalla pubblicazione del rapporto per riattivare o riversare il conto. Dopodiché il denaro verrà girato in un apposito fondo statale.

I nominativi. L'elenco è stato pubblicato sul sito della Consap, la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici che gestisce il fondo sopra citato e che ha ricevuto i dati direttamente dagli istituti di credito.

Il rischio. Dal momento che in molti casi i rapporti appartengono a persone anziane o addirittura decedute, buona parte di essi non vengono movimentati (per farlo è necessario compiere un'operazione qualsiasi come un prelievo o un accredito) entro il termine previsto e il denaro viene versato nel fondo gestito da Consap.

L'iter previsto. Dal 2010, però, è possibile tornare in possesso dei soldi anche dopo che il conto è stato accantonato e ci sono altri dieci anni di tempo per richiedere il rimborso. Basta inviare un modulo di richiesta, reperibile sul sito www.consap.it, all'inidirizzo Consap Spa - Rif. Rapporti dormienti - via Yser, 14 - 00198 Roma oppure tramite mail a rapporti dormienti@consap.it. Inoltre per informazioni è attivo anche un call center al numero 85796444 nell'orario 9-17 dal lunedì al venerdì.

I tempi. Le domande saranno esaminate e potrebbe trascorrere fino ad un anno prima di ottenere il rimborso del denaro.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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