Il Tirreno

Pontedera

Suicida sotto il treno il professor Catarsi

di Sabrina Chiellini

Aveva 62 anni. Ultimamente stava passando un periodo di forte depressione a causa della morte della moglie

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PONTEDERA. La morte della moglie, avvenuta alcuni mesi fa, lo aveva colpito profondamente, più di quello che dava a vedere, anche per non fare preoccupare i parenti. Eppure quel male oscuro che lentamente lo stava convincendo a togliersi la vita ogni tanto veniva fuori nei suoi discorsi. E ieri mattina, poco dopo le nove, il professor Enzo Catarsi, 62 anni tra pochi giorni, è uscito di casa, per andare incontro alla morte. Ha aspettato il treno, che lo ha travolto e ucciso, sui binari vicino alla stazione ferroviaria e a casa sua a La Rotta. Chi lo conosceva non riesce a credere che se ne sia andato proprio in questo modo. La salma è stata identificata nel pomeriggio dai parenti attraverso i pochi oggetti personali che sono stati recuperati, gli inseparabili occhiali da vista e il telefono cellulare, pur danneggiato nell’impatto col treno. All’ora di pranzo il professore non è tornato a casa come invece faceva tutti i giorni in questo periodo. I familiari, che avevano saputo dell’incidente ferroviario, hanno cominciato a chiamarlo sul cellulare. Ma Enzo non rispondeva. Il figlio e i parenti hanno cominciato a preoccuparsi. Ma inizialmente era stato detto che la vittima travolta dal treno a La Rotta poteva essere anche una donna. Nessuno, almeno inizialmente, ha collegato l’assenza da casa del professore con la persona morta lungo i binari. Ma alle 13,30 nella caserma dei carabinieri di Pontedera è arrivata una telefonata allarmata. I parenti di Catarsi volevano denunciarne la scomparsa. Per loro è iniziato un incubo. Sono stati convocati dalla polizia - sull’incidente sono intervenuti sia i carabinieri che la polizia di Pontedera anche se poi le indagini sono state seguite dalla Polfer di Empoli - al commissariato e successivamente hanno dovuto riconoscere la salma, Ma a quel punto, considerato che molti in città conoscevano Catarsi, chi aveva assistito ai rilievi o visto le immagini dell’incidente aveva collegato il professore con quel cadavere trovato senza alcun documento personale e che per questo motivo è rimasto per ore senza un nome.

La tragedia avvenuta a La Rotta ha avuto pesanti ripercussioni sulla circolazione dei treni lungo la linea Firenze-Pisa. Dopo l’impatto - alle 9,20 - è stata sospesa tra Pontedera ed Empoli. E solo dopo il nullaosta dell'autorità giudiziaria la circolazione è ripresa su entrambi i binari alle 12,45. Alle 11,40 era invece stato riattivato il binario in direzione Pisa.

Oltre al treno dell’incidente, il regionale 3130 Grosseto-Pisa-Firenze (su cui viaggiavano circa 400 persone), nel caos sono rimasti coinvolti 47 treni regionali: 20 hanno registrato ritardi tra i 10 minuti e due ore, altri 27 sono stati cancellati parzialmente o per l'intero percorso. Attivato un servizio con autobus sostitutivi tra Empoli, San Romano e Pontedera. La notizia dell’incidente ferroviario si è diffusa subito in paese anche perché la mattinata è cominciata con l’arrivo di numerosi mezzi di soccorso, dalle ambulanze del 118 ai camion dei vigili del fuoco e ai mezzi delle forze di polizia che sono state impegnate a lungo nella ricostruzione del drammatico investimento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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