Toscana
Maxi Vespa alla rotatoria ora spoglia
Un cittadino: «Riproduciamo il modello di D’Ascanio, tra i 12 pezzi di design più importanti nel mondo degli ultimi 100 anni»
PONTEDERA. La rotatoria al Villaggio Piaggio, lungo la Tosco Romagnola, è desolatamente spoglia. In un giorno sono state smontate le opere di Hans Peter Ditzler che sei anni fa, ai tempi del sindaco Paolo Marconcini, le aveva date in comodato gratuito alla città di Pontedera sperando che venissero valorizzate e che avessero la giusta manutenzione. Che va dalla semplice pulizia ad una nuova verniciatura delle sculture in vetroresina. Dopo che il sindaco Simone Millozzi, ringraziando l’artista, ha informato la città che le opere colorate sarebbero state rimosse, mettendo in moto una marea di commenti anche su Facebook, un cittadino di Santa Maria a Monte avanza una proposta per la rotatoria che si trova all’ingresso della città per chi arriva da Calcinaia.
La proposta arriva da Alessandro Tantussi - un nome che i pontederesi potrebbero risentire durante la campagna elettorale per le amministrative - conosciuto anche per avere guidato le proteste contro la Provincia in seguito alla frana al Ponte alla Navetta che ha interrotto per mesi la circolazione stradale lungo la provinciale Francesca.
Che cosa propone Tantussi? «Dopo l’apprezzata ma anche tanto discussa “La Via della Seta” propongo un'altra opera d'arte di tutt'altro genere. Propongo di metterci un oggetto cult, inserito, da una prestigiosa giuria internazionale convocata dalla Cnn americana, fra i 12 più importanti "pezzi di design" nel mondo degli ultimi 100 anni. Mi riferisco alla Vespa di Corradino D'Ascanio, magari in scala 2:1 o 3:1. Propongo di chiedere alla Piaggio di finanziare l'opera». Tantussi spiega altri dettagli della sua idea. «Secondo me sulla rotatoria si potrebbe scrivere: “Pontedera città del commercio, dell'industria e della Vespa”. Non è una idea nuova, ma è probabilmente l'opera d'arte che più si merita di essere collocata in quel posto, accanto al villaggio Piaggio».
Il dibattito è aperto. Chissà se l’idea del “Vespone” alle porte del centro sarà sposata dai più. L’architetto Alberto Bartalini, regista in città di tante operazioni dedicate all’arte contemporanea, ritiene che la proposta andrebbe compresa meglio anche per capire chi effettivamente potrebbe finanziarla. «Non si può dimenticare che Pontedera ha già un’opera d’arte dedicata alla Vespa – ricorda Bartalini –, è quella realizzata da Mino Trafeli per la piazza della stazione ferroviaria». La scultura dell’artista volterrano, dedicata al mito della Vespa, è arrivata in città nell’ambito del progetto di Trafeli ''Terra Fabbrica Terra'' che aveva coinvolto numerosi comuni della Valdera e la stessa Fondazione Piaggio.
«Penso che il rapporto tra la Vespa e la città sia essenziale ma non esclusivo – è il commento di Manrico Ferrucci, vicepresidente della Fondazione Piaggio –. Per la rotatoria del Villaggio Piaggio, dove era l’installazione di Ditzler, dovrà essere elaborato, a mio avviso, un progetto artistico articolato come lo era appunto “La Via della Seta”. All’interno di questo progetto potrà sicuramente avere un ruolo un simbolo dell’immagine italiana nel mondo come è la Vespa. In questo caso sarà opportuno coinvolgere personalità artistiche di rilievo legate al mondo del design e della progettazione. Il Museo Piaggio, se alla città piacerà questa idea, sarà interessato ad un’operazione artistica di questa natura».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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