Sicurezza
Spacchi e lingerie duecento “baccanti” per il Teatro Romano
Nessuna nudità, ma tanto eros al corteo-provocazione I volterrani non si vestono a tema e i politici disertano
VOLTERRA. Declama il Manuale per l'educazione delle fanciulle della buona società, ad uso delle scuole e dei collegi di Pierre Louys l’attrice della scuderia Tinto Brass Nela Lucic. Vestito lungo, rosso fuoco e spacco vertiginoso su un tacco dodici da capogiro è in testa al Baccanale. Con lei, in cima al corteo le sinuose “Dissolute assolte”, le fanciulle tra il sacro e il profano del Don Giovanni, tra giarrettiere, corpetti e biancheria intima in bella vista.
Su tutti i volti colpiscono quelle maschere, stile veneziano lanciate dal film Eyes Wide Shut. Duemila anni dopo, a Volterra è il grande ritorno dei Baccanali. Sono circa duecento i volterrani che si uniscono. Casti e sobri nell’abbigliamento, non rispettano il dress-code della manifestazione-provocazione organizzata per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salvaguardia e sulla valorizzazione del monumentale Teatro Romano. Troppo bello e troppo antico per essere lasciato da una parte, imprigionato da lavori che sembrano interminabile per quel bene di rara bellezza. «Si tratta di un’iniziativa per niente volgare, anzi tutt’altro, e dico anche che noi volterrani dovremmo sentire di più l’importanza del Teatro Romano», la butta lì Renzo Barbafiera, etrusco doc che prende parte al flashmob. Da piazza dei Priori al monumento di vetruviana memoria: le “Dissolute assolte” sfilano.
«Non ho mai preso parte a un flashmob del genere per un monumento, credo che sia una bella idea», dice l’attrice Nela Lucic. Tutte leggono e declamano libri erotici, come Henry Miller e quel peccaminoso Lolita di Nabokov. Dietro centinaia di curiosi. Nessuno si scandalizza. Ci sono pochi giovani divertiti e tante persone di mezz’età.
«Peccato che vedo pochi coetanei – dice la sua la ventenne Claudia Bruschi –, il Teatro Romano è un bene per la città e noi giovani dovremo apprezzarlo di più». Che il Teatro Romano sia uno spazio da valorizzare lo sottolineano anche Laura Santorsiero e Mario Floridi, sempre di Volterra, rispettivamente marito e moglie. Il deus ex machina del grande ritorno dei baccanali a Volterra è il direttore artistico del festival Teatro Romano, Simone Migliorini. Questa manifestazione gira intorno al gioco del bello – dice –, un modo per far luce in maniera provocatoria su questo tesoro, non solo per quanto riguarda i suoi problemi strutturali, ma anche come bene economico per la città». Nessuno della giunta è presente.
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