Il Tirreno

Pontedera

Sospetti e veleni sul distributore

di Sabrina Chiellini
Sospetti e veleni sul distributore

Spuntano perplessità circa la regolarità della realizzazione nell’area lungo l’Arnaccio

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CASCINA. Sulle autorizzazioni rilasciate, ormai da quasi due anni, dal Comune di Cascina, ai privati che hanno costruito un nuovo distributore lungo l’Arnaccio tra Fornacette e Cascina, sta nascendo un vespaio. Il primo elemento di perplessità, sollevato da alcuni cittadini, riguarda la pericolosità della strada dove auto e camion sfrecciano a tutta velocità senza che vi vengano organizzati adeguati servizi mirati a punire i conducenti dal piede pesante. Ci si domanda quanti pericoli potrà comportare l’apertura di due nuove accessi, in entrata e in uscita, per il distributore.

Ma tra gli addetti ai lavori il nuovo distributore fa discutere tra chi opera nel settore delle aree di servizio, ci si chiede se i permessi rilasciati siano legittimi visto che l’area del distributore di carburanti si trova all’interno del parco agricolo del Fosso Vecchio così come “fotografata” anche dal piano strutturale e dal regolamento urbanistico. Perplessità queste che sarebbero state più volte fatte presenti all’ufficio governo del territorio, anche se il Comune non conferma, ma che non avrebbero prodotto alcun effetto. La polizia municipale è stata più volte a controllare il cantiere rilevando alcune irregolarità edilizie che poi sono state sanate da chi ha realizzato l’intervento.

Sul distributore in queste settimane gira anche una lettera in cui si fa il punto della vicenda con tutta una serie di richieste che diventano pubbliche quando ormai il distributore è quasi realizzato anche se mancano le corsie di accesso. Il Comune però, pur essendo a conoscenza delle perplessità e delle critiche sul nuovo distributore, è andato avanti per la sua strada sostenendo che le concessioni sono più che legittime e che la legge sulla liberalizzazione degli impianti di carburante delegittima ogni attacco.

Eppure il decreto legislativo 32/1998 (articoli 1 e 2) ha imposto tra le verifiche necessarie per il rilascio delle autorizzazioni dei nuovi impianti, “la specifica analisi della conformità dell’impianto con il vigente piano regolatore generale”.

E la stessa Regione (nella delibera di giunta 762 del settembre 2008) dando chiarimenti sulla liberalizzazione della rete distributiva dei carburanti e sulla normativa regionale prevista nel Codice del Commercio ribadisce che “è pacifico infatti che quanto disposto dalla normativa statale in materia di liberalizzazione ha riguardo solo in riferimento alle restrizioni e vincoli con finalità commerciali direttamente incidenti in senso limitativo sulla libertà di concorrenza, ma non anche sulla disciplina urbanistica”.

Sul distributore anche l’opposizione sta per presentare un’interrogazione. Si cerca di capire come possa essere stata dichiarata la conformità dell’intervento se gli strumenti urbanistici ritengono incompatibile in quell’area ogni tipo di intervento e di trasformazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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