La manifestazione
Sculture trascurate, me le riprendo
L'artista aveva chiesto più volte la manutenzione al Comune, senza ottenerla. Così le ha portate via a sue spese
PONTEDERA. «La via della seta”, l’installazione super colorata realizzata in materiali sintetici e vetroresina dall’artista svizzero Hanz Peter Ditzler, che vive e lavora a Casciana Alta, ha lasciato la città. Come annunciato dal sindaco il giorno prima dell’intervento degli operai che hanno rimosso l’installazione, l’artista ha chiesto di rientrare in possesso delle sue opere che aveva concesso in uso gratuito a Pontedera circa sei anni fa. E che ora hanno bisogno di manutenzione per salvarle dalla polvere, dall’aggressione degli eventi atmosferici e dal passaggio dei vandali.Quella manutenzione che il Comune non avrebbe mai assicurato.
Il sindaco Simone Millozzi non ha mancato di ringraziare l’artista per il “segno” lasciato alla città della Piaggio, che alcuni anni fa ha cominciato a dialogare con l’arte contemporanea, anche se poi le difficoltà economiche del Comune non sembrano avere dato la possibilità all’ufficio Manutenzioni di provvedere in maniera adeguata alla pulizia della maggior parte delle opere donate o acquistate per abbellire l’arredo urbano.
«L'amministrazione comunale continuerà a rendere più bella, attraente, vivace la città; perché una città bella e ricca d'arte è anche più vivibile», ha detto il sindaco congedando le installazioni che danno colore anche alle strade della piccola Lajatico.
Dietro la partenza de “La via della seta” c’è però un lungo confronto che si trascina da circa un anno. L’artista avrebbe più volte chiesto al Comune di provvedere alla pulizia delle opere che hanno necessità di essere tinteggiate. Ma non ci sono le risorse pubbliche per farlo. In mezzo alla rotatoria non è strano pensare che su resine e colori si depositi una patina di smog che a lungo andare può anche rovinare le opere stesse.
Con questa preoccupazione Dizler ha più volte scritto all’amministrazione chiedendo un impegno diverso da quello tenuto per assicurare la manutenzione delle opere avute in uso completamente gratuito ma non per questo “meritevoli” di essere trascurate. La risposta non deve aver convinto l’artista che alla fine ha fatto smontare le sue “creature”. Purtroppo, la polvere non è toccata in sorte solo all’installazione che era lungo la Tosco Romagnola all’altezza del Villaggio Piaggio. Anche il muro di Enrico Baj, ultimo lavoro dell’artista, avrebbe bisogno di essere salvato da polvere e smog che si stanno incuneando nei vari tasselli del muro colorato. Una richiesta caduta nel vuoto sempre per le ristrettezze delle casse del Comune. Stessa sorte ai “ferri” di Benetton collocati in centro e poi dimenticati. E che dire dei cartelli “pubblicitari” rimasti in piazza Duomo a segnalare opere e artisti che nel frattempo hanno cambiato città? Proprio come hanno fatto i “corposi” segnali che per lungo tempo hanno caratterizzato la rotatoria di uno degli ingressi della città. Eppure nel progetto iniziale, l’opera di Ditzler, dal carattere provvisorio, avrebbe dovuto essere sostituita da una nuova realizzata con materiali nobili come marmo e bronzo. Avrebbe dovuto essere inaugurata con una festa di strada e valorizzata anche per fare conoscere il suo autore. Tanti buoni propositi...
«Non vogliamo fare polemica e comprendiamo il momento di difficoltà dei Comuni. Ci dispiace e speriamo che la collaborazione con Pontedera possa continuare – dice Basil Ditzler, figlio dell’autore dell’installazione – ma non potevamo fare diversamente per salvare le opere dalla distruzione. Grazie a chi ha condiviso questa esperienza e speriamo che non sia un addio». Una cosa è certa: l’artista non ha ricevuto compensi. Il Comune ha speso 20mila euro, alcuni anni fa, per una pubblicazione dedicata alla rotatoria. «Ma non sono andati a noi...», tiene a precisare il figlio di Ditzler.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
