La manifestazione
Cane e padrone in sidecar per dire no ai canili lager
Il viaggio denuncia di Paolo e Smilla fa tappa sul Colle in occasione delle cena vegana nel Maschio di Volterra
VOLTERRA. Cane e padrone in sidecar. Lui é Paolo Susana e lei è Smilla e a bordo del mezzo girano l’Italia per dire no ai canili lager. Un viaggio denuncia che fa tappa a Volterra venerdì, ospiti della cena Vegaleotta, la prima cena vegana della storia all’interno del carcere cittadino.
Così il d-day del festival Volterra Vegan, organizzato dal gruppo animalisti Gavol fino a domenica, comincia proprio con una visita a tema. Quella del mezzo itinerante a sei zampe, a motore. «Non esiterò a denunciare situazioni ed emergenze che incontrerò nel corso del viaggio», spiega l’animalista goriziano che concluderà il tour, dopo 19 tappe, proprio nella sua città, il primo settembre. Lo stop sul Colle è quanto mai indicato, sia per la recente denuncia per abusi edilizi fatta ad un canile volterrano, sia come plauso alla battaglia animalista, partita da Volterra nei mesi scorsi, per fermare la migrazione dei randagi volterrani dalla struttura di Reggio Emilia dove erano, a una di Matera (che aveva vinto il bando comunale). Trasferimento, alla fine, fermato per alcune irregolarità burocratiche e anche per la forza dei supporter d’Italia degli amici a 4 zampe.
Così, venerdì alle 19, al carcere di Volterra, il 51enne con la sua meticcia adottata 8 anni fa da un canile, dopo varie vicissitudini negative, saranno i due ospiti d’eccezione.
«Raccoglieremo informazioni anche in loco – sottolinea Susana (il progetto Sidecar Smilla si può seguire sul blog sidecarsmilla.blogspot.it e su Facebook) – sulla situazione in cui vivono tanti cani abbandonati e per documentare le condizioni difficili in cui operano i tanti volontari che nei rifugi e nei canili si prendono cura di questi animali». Smilla, meticcia di nove anni e mezzo, sa cosa significhi l’abbandono; Paolo Susana, cinquantunenne goriziano, si batte da anni per il rispetto degli animali. Insieme, hanno già viaggiato moltissimo sul sidecar colore blu-crema, soprannominato “Ronzinante” in omaggio al Don Chisciotte di Cervantes. «La situazione è simile in tutta Italia: canili strapieni e senza soldi, così come i gattili e i rifugi per animali abbandonati. Nei primi tre mesi del 2013, secondo le stime relative a 100 canili italiani monitorati da Aidaa i cani abbandonati ed entrati nei canili sono stati circa 15mila. Rispetto al 2012 l’incremento di abbandoni supera il 40%. I dati ufficiali del Ministero della Salute, invece, stimano un numero di cani randagi oscillante tra i 500mila e 700mila animali», dice.
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