Il dolore
Quartiere sotto scacco dei bulli, è polemica
Proseguono le proteste dei residenti all’Orto di San Matteo a Castelfranco Nel mirino anche le gomme dell’auto della farmacista di turno la notte
CASTELFRANCO DI SOTTO. Rimane per il momento irrisolta la situazione che coinvolge gli abitanti del condominio in via D’Azeglio e che provoca non pochi disagi.
A distanza di circa due mesi dalla consegna in Comune e ai carabinieri della petizione firmata da 60 famiglie e dalle madri delle piccole alunne della vicina scuola di danza, colpite dalle pallonate, i giovani teppisti continuano a spadroneggiare nel quartiere dell’Orto di San Matteo. Molti dei condomini, nonostante la calura di queste sere d’estate, sono costretti a rimanere in casa. Privati addirittura del riposo notturno, prendono il coraggio di parlare: «Nelle altre zone del centro c’è disinformazione perché il rumore lì non arriva», eppure vengono compiuti atti vandalici alle pubbliche strutture, che dovrebbero interessare tutta la cittadinanza.
Dopo le aggressioni ai furgoni della Pubblica Assistenza e del parroco, la rottura di una persiana di legno e dell’antigas davanti al portone dell’edificio, le pallonate non si fermano e arrivano addirittura all’interno delle abitazioni del pianterreno.
«Lasciano in giro escrementi e siringhe, scrivono sui muri, sgassano con il motorino in piena notte, spacciano e appiccano il fuoco ai cartoni», ci dice una signora, ripetutamente importunata. L’esasperazione dei residenti arriva al limite della sopportazione, esacerbata dalla sensazione di abbandono e solitudine: »Siamo a favore di future azioni legali se non ci saranno interventi da parte degli enti, che ci rispondono ma non agiscono. Si è preferito spostare l’Estate castelfranchese (la manifestazione che ogni anno allieta le serate del paese, ndr) piuttosto che mettere in opera gli opportuni provvedimenti. Ci sono dei divieti da rispettare nel parco e così facendo non si fa altro che darla vinta a chi si rifiuta di adeguarsi alle regole del vivere civile e della buona educazione», dice la portavoce delle famiglie.
Il vicesindaco Gabriele Toti ha assicurato di star procedendo all’assegnazione di un altro spazio in cui i ragazzi possano essere liberi di giocare senza procurare fastidi. Intensificare i controlli, far sì che vengano attuati da carabinieri in borghese in numero sufficiente da impaurire i ragazzi, evitare che questi ultimi continuino ad approfittare della debolezza dei soggetti coinvolti, far sentire la presenza delle istituzioni. Questo la gente chiede. «Il cartello dei divieti è stato girato per non farlo vedere»: un atto simbolico, che indica la ferma convinzione dei teppisti di poter fare qualsiasi cosa. Panchine e pali sradicati, lampadine rotte, colonne di ferro piegate, carrelli lanciati sulle macchine parcheggiate: i danni sembrano non finire e non coinvolgono solo i residenti. “Hanno sgonfiato le gomme all’auto della farmacista che aveva il turno di notte – raccontano ancora gli abitanti –. Solo se agiamo tutti insieme potremo ottenere qualcosa e risolvere la questione».
C’è anche chi si dice amareggiato per la trascuratezza cui è stato abbandonato il paese: «Non meraviglia che i negozi chiudano e che non ci sia più la vitalità di un tempo visto come vengono ridotti gli spazi pubblici, in cui è diventato troppo pericoloso trascorrere il tempo libero».
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