Il Tirreno

Pontedera

«Altro che spazio verde, servono più case»

L’Unione inquilini contro la scelta del Comune di Cascina di demolire l’ex materna di San Frediano

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CASCINA. In piazza Cacciamano irrompe l’Unione inquilini. Il presidente Virgilio Barachini prova a fermare i picconi, già pronti a demolire l’ex scuola materna di San Frediano. «Invece di ristrutturarla per trasformarla in alcuni appartamenti da assegnare agli sfrattati e senza casa, il sindaco Alessio Antonelli ha deciso di abbatterla per ricavarne uno spazio verde». Che chiede: «Forse affinché ci vengano sistemate le tende delle famiglie che verranno sfrattate?».

La soluzione di ridisegnare l’aspetto urbano del paese, tagliato in due dalla Tosco Romagnola, ha preso corpo dopo le aste andate deserte per la vendita dell’ex scuola. L’amministrazione cascinese ha in programma un bando, l’importo a base d’asta sarà nell’ordine dei 300mila euro, per selezionare l’impresa che avrà l’onere di abbattere l’edificio, realizzare l’area verde in cambio di un credito edificatorio correlato ai volumi della scuola demolita in un terreno di proprietà del Comune, nel villaggio Santa Maria.

Per il presidente dell’Unione inquilini il progetto della giunta Antonelli è un’occasione mancata. «Forse il sindaco non si rende conto che nel suo Comune di circa 45mila abitanti, circa 18mila famiglie, esiste un sempre più drammatico problema di emergenza abitativa – sottolinea Barachini –. Gli alloggi popolari di proprietà del Comune sono appena 287, più un’altra ventina patrimoniali, mentre per esempio a Pontedera, che conta meno di 30mila abitanti, il Comune è proprietario di 780 alloggi popolari».

Qual è il quadro dell’emergenza a Cascina? «Le domande di alloggio popolare presentate al Comune in base al Bando 2012 sono state 241 (di cui 212 ammesse) e le domande di sussidio presentate nel 2013 per riuscire a pagare i proibitivi canoni di libero mercato sono state ben 417. Senza parlare delle decine di sfratti per morosità incolpevole in esecuzione e della situazione drammatica dei senza casa. Mentre gli alloggi popolari che saranno disponibili, in costruzione da almeno un decennio, sono appena 20 a San Lorenzo alle Corti al posto delle Case minime, dove ancora abitano delle famiglie». E conclude: «La giunta per attenuare questa drammatica situazione abitativa non fa pressoché niente. Anzi si rifiuta di collaborare con le associazione sindacali degli inquilini negandoci gli indirizzi degli sfrattati, trincerandosi dietro il rispetto della privacy».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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