Il Tirreno

Pontedera

«Il Tubone? Ce lo invidiano anche Barroso e Schulz»

di Cristiano Marcacci
«Il Tubone? Ce lo invidiano anche Barroso e Schulz»

Il presidente della Regione se la prende con i contrari al progetto durante la conviviale d’estate del Consorzio Conciatori dedicata ad Attilio Gronchi

3 MINUTI DI LETTURA





PONTE A EGOLA. Il Tubone è ormai famoso anche in Europa. E la sua notorietà è del tutto positiva: parola di Enrico Rossi.

L’altra sera il presidente della Regione Toscana ha partecipato al tradizionale convivio d’estate organizzato dal Consorzio Conciatori nel giardino della sede di piazza Spalletti e in questa occasione ha voluto rimarcare l’importanza per il comprensorio del Cuoio e per l’ambiente del progetto-Tubone.

«In questa zona avremo – ha detto Rossi – il depuratore più grande del mondo. Per me è un grande orgoglio chiudere il ciclo delle acque con il Tubone. Non riesco proprio a capire le ragioni di coloro che continuano ad opporsi, in Europa tutti guardano a noi come ad un esempio da seguire, da imitare. Gli stessi Barroso e Schulz (rispettivamente presidente della Commissione Europea e presidente del Parlamento Europeo, ndr) mi hanno fatto più volte i complimenti per la dimostrazione concreta di quanto l’industria possa riuscire a rispettare e, addirittura, a migliorare l’ambiente. E in questo distretto succede proprio questo».

L’intervento del governatore della Toscana è stato introdotto dal padrone di casa, ossia da Giuseppe Volpi, presidente del Consorzio Conciatori, il quale in apertura ha chiesto un minuto di silenzio per ricordare la figura di Attilio Gronchi, scomparso poco tempo fa e per dodici anni al timone del Consorzio. «Se oggi siamo qui – ha detto Volpi – è anche per il suo forte e determinante contributo. Ha speso ben venti anni per lo sviluppo di questo territorio».

Davanti a 280 ospiti, tra cui il procuratore capo di Pisa Ugo Adinolfi, il prefetto di Pisa Francesco Tagliente, il presidente della Provincia Andrea Pieroni, numerosi sindaci ed esponenti dei Comuni del territorio e il presidente dell’Unione nazionale industria conciaria Rino Mastrotto, il presidente Volpi si è soffermato sulla congiuntura che sta attraversando in questa fase il distretto della concia. «I tempi sono sempre più difficili – ha affermato il presidente del Consorzio Conciatori – e si stanno ripercuotendo su di noi e sulla nostra attività. Per fortuna, riusciamo a difenderci e a stare a galla grazie alla tenacia degli imprenditori e alle enormi capacità dei dipendenti, da sempre riconosciute dal mercato della moda, con cui manteniamo continui e saldi legami. La disparità di trattamento per quanto riguarda le pelli grezze e il conseguente aumento dei costi per la materia prima hanno portato ad una rilevante restrizione dello spazio economico a disposizione ed è nostro compito rivolgere l’attenzione a nuovi sbocchi e a nuovi Paesi. Penso, ad esempio, alla recente “missione” in Brasile dei cugini dell’Assoconciatori di Santa Croce».

Infine, la sottolineatura dell’aspetto umano che a Ponte a Egola e dintorni lega indissolubilmente l’imprenditore e l’operaio. «Lo Stato non comprende – ha esclamato Volpi – che qui da noi l’azienda e la famiglia sono un tutt’uno e che prima c’è da pagare gli stipendi. Poi, viene tutto il resto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze