Finanza
Acque sacre, tra archeologia e turismo
CASTELNUOVO. Una serata dedicata all’archeologia quella di ieri sera. Per far scoprire anche ai profani i tesori termali del borgo di Sasso Pisano, e il suo rapporto con le acque “sacre” che sgorgano...
CASTELNUOVO. Una serata dedicata all’archeologia quella di ieri sera. Per far scoprire anche ai profani i tesori termali del borgo di Sasso Pisano, e il suo rapporto con le acque “sacre” che sgorgano dal sottosuolo. Le quali, ieri come oggi, sono sfruttate dagli uomini per il proprio benessere. «Siamo molto contenti poter finalmente dire qualcosa di più su quest’area archeologica», dice Paolo Fillini, presidente del Gruppo archeologico Sasso Pisano.
Un appuntamento con l’antichità, visto che a Sasso Pisano era in funzione, in epoca antica, uno dei più importanti complessi termali dell’Italia centrale. «Il tutto è inserito nell’area archeologica Il bagnone, dove la Soprintendenza e il Comune in questo anno hanno investito personale e risorse per poter fare la manutenzione necessaria, i restauri, un percorso didattico con pannelli e un po’ di arredamento per presentare al pubblico l’area nel modo migliore possibile», spiega la responsabile, la dottoressa Susanna Sarti. «Ovviamente ancora molto resta da fare. Le notti dell’archeologia sono state un’occasione per ospitare l'iniziativa che il Gruppo archeologico ha organizzato a Sasso e presso l’area archeologica».
Acque sacre sfruttate ininterrottamente per circa un millennio, fino al III secolo dopo Cristo. «È proprio la presenza di un tale contesto paesaggistico che ha permesso di interpretare i resti archeologici come parte di un monumentale santuario legato al culto delle acque e alle divinità salutari. Il carattere sacro del complesso archeologico è confermato dal ritrovamento di due statuette: una Minerva in piombo e stagno, di un tipo diffuso nel II secolo a.C. in Etruria settentrionale, e una offerente in bronzo». Nell’occasione è stato fatto il punto sul restauro su due vaschette termali usate per i bagni. «La serata s’inserisce nelle opere di valorizzazione che le varie entità locali dei gruppi archeologici della Toscana, non senza difficoltà, stanno portando avanti per la valorizzazione dell’importante patrimonio storico e culturale della nostra regione», chiosa Nicola Gualerci, responsabile comunicazione dei gruppi archeologici della Toscana.
Jacopo Paganelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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