«Primo passo entrare nell’Unione Montana
Progetto Originario appoggia la proposta di Comune unico: oggi slogan pro-campanile sono inutili
VOLTERRA. Strizzano l’occhio all’idea di un Comune unico dell’Alta Valdicecina. Appoggiano la proposta lanciata dall’ex sindaco di Pomarance, Graziano Pacini, motivando i vantaggi per la loro città, Volterra, che insieme a Castelnuovo si è autoesclusa dall’Unione Montana, nella quale fanno farte, invece, i comuni di Montecatini, Monteverdi e Pomarance. I consiglieri di opposizione del gruppo Progetto Originario avanzano la loro idea di percorso. «Siamo certi che Volterra, per le sue caratteristiche storiche culturali e non ultimo dimensionali, potrebbe candidarsi come naturale comune capofila di un eventuale processo di unificazione. Tuttavia, per essere credibili, serve un grande salto di qualità, anche e soprattutto nella mentalità di noi volterrani, spostando il cuore del ragionamento sulle ricadute che il processo di accorpamento avrebbe sull'intero territorio e sulle sinergie che potrebbero essere avviate», sottolinea il capogruppo Fabio Bernardini. Da parte ogni campanilismo. «Bisogna lasciare da parte per una volta i facili slogan pro-campanile, coniati per attrarre una manciata di voti – e vanno nel dettaglio –. Di recente sono stati fatti decisi passi indietro sulla strada del dialogo e delle sinergie, dimostrando così una carenza di maturità per collaborare e valorizzare le realtà a noi vicine. Per questo pensiamo che la necessaria inversione di tendenza possa realisticamente passare, come primo stadio, nell'allargamento dell'Unione dei Comuni a Volterra e possibilmente a Castelnuovo. Questo snodo potrebbe costituire anche il banco di prova per sperimentare la nostra nuova capacità di saper collaborare con gli altri, valorizzando al meglio le risorse naturali, umane e infrastrutturali di tutti». Uno sguardo al passato: «La classe dirigente di Volterra si è candidata autonomamente all’isolamento, favorendo, viceversa, patti tra gli altri comuni, accomunati dalla geotermia».
Scatta la riflessione sul contesto nazionale. «Gli ultimi governi e il legislatore indicano chiarissimi la strada dell'accorpamento tra enti, probabilmente pensando (a torto o a ragione) che la diminuzione della spesa pubblica complessiva passi attraverso la riduzione dei centri di spesa. Di conseguenza, vediamo che i comuni che riescono ad intraprendere percorsi di unificazione vengono premiati, soprattutto in termini economici ma anche rispetto alle recenti pastoie burocratiche e finanziarie. Gli accorpamenti vengono premiati con consistenti incentivi economici statali e regionali e sono esentati per tre anni dal famigerato patto di stabilità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
