Trasporti
Pirogassificatore, inviate tre diffide dal Comitato
Sono indirizzate alla Provincia di Pisa, all’Arpat e all’Asl 11. «Non ci fidiamo più vogliamo che venga inibita l’accensione dell’impianto fino al Consiglio di Stato»
CASTELFRANCO DI SOTTO. L’estate, così insegna l’esperienza, può essere un periodo adatto ai colpi di mano.
Loro, quindi, hanno imparato a non fidarsi più. Specialmente sulla questione del pirogassificatore della Waste Recycling realizzato a Castelfranco di Sotto.
E a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, il Comitato Antinquinamento di Castelfranco ha spedito tre diffide.
Le lettere sono state inviate all’ufficio Ambiente della Provincia di Pisa, all’Arpat di Pisa e all’Asl 11 di Empoli, affinché ciascuno dei tre enti, per quanto di competenza, adotti le misure più opportune perché venga inibita l’accensione del pirogassificatore Nse della ditta Waste Reciclyng fino a quando il Consiglio di Stato non si sarà espresso.
«Sappiamo bene – spiega Aurora Rossi, leader del Comitato Antinquinamento – che, dietro sollecito dell’amministrazione comunale, l’Arpat ha risposto che l’impianto è stato fermato il 12 luglio, ma noi del Comitato, non ci fidiamo più delle parole e delle assicurazioni, perché troppe volte siamo stati delusi da chi avrebbe dovuto difenderci.
Questo è un periodo di ferie e di riposo ma è proprio ora che è importante non abbassare la guardia, perché c’è chi potrebbe approfittarne. Basti pensare che, quando ormai la nostra lotta con il pirogassificatore sembrava vinta, fu proprio il presidente della Regione Enrico Rossi, con una manovra a sorpresa, ad adattare la legge regionale 35, nata per le grandi opere di interesse strategico, per applicarla alla ditta privata Waste Reciclyng il 3 agosto 2011, prevaricando così la Provincia di Pisa ed il Comune di Castelfranco. Così il 23 dicembre seguente, la giunta regionale approvò il pirogassificatore».
«È facile quindi intuire – prosegue Rossi – come questi giorni particolari in cui la gente pensa al riposo e alla famiglia, ci possa essere qualcuno che “manovra alle nostre spalle”. Gli enti preposti, infatti, anziché tutelare gli interessi e la salute dei cittadini, hanno tutelato sempre la ditta privata, per questo abbiamo spedito le diffide, firmate dal Comitato e da altre persone».
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