Sicurezza
Il Psi: «Santa Maria a Monte guardi alla nuova Unione»
SANTA MARIA A MONTE. Da una parte l’addio all’Unione dei Comuni della Valdera, dall’altra l’iniziale corteggiamento alle amministrazioni comunali (San Miniato, Santa Croce, Montopoli e Castelfranco)...
SANTA MARIA A MONTE. Da una parte l’addio all’Unione dei Comuni della Valdera, dall’altra l’iniziale corteggiamento alle amministrazioni comunali (San Miniato, Santa Croce, Montopoli e Castelfranco) che entro la fine dell’anno costituiranno ufficialmente l’Unione dei Comuni del Valdarno Inferiore. Santa Maria a Monte si trova ad un bivio e i Socialisti, partito di cui è espressione il nuovo sindaco Ilaria Parrella, dicono chiaramente che dal paese caro al Carducci occorre guardare al Valdarno.
«Il Psi – si legge in un documento partorito al termine di una riunione del coordinamento del Cuoio – esprime perplessità su alcune delle linee progettuali della costituzione dell’Unione dei Comuni espresse dal Pd e stigmatizza la fretta e la autoreferenzialità che sovrintende l’approccio al problema. Invitiamo quindi le forze politiche della zona a rielaborare alla luce delle problematiche attuali quanto di buono e positivo è stato prodotto in passato dall’Associazione Intercomunale del Valdano in materia di tutela dell’ambiente, programmazione dei poli scolastici, assetti urbanistici e programmazione industriale. Siamo consapevoli delle emergenze che le condizioni attuali assegnano agli amministratori di oggi. Sono problematiche che vanno affrontate con determinazione e partono dalla presenza ormai massiccia sul territorio di extracomunitari che rischiano di diventare un corpo estraneo se non si mettono in campo politiche atte al loro inserimento nel mondo del lavoro e nel tessuto connettivo delle nostre comunità. La tutela dell’ambiente non è, come in passato, una emergenza che si deve affrontare con il rischio della chiusura delle aziende e della salvaguardia dei livelli occupazionali; oggi si possono e si debbono programmare gli interventi in maniera più compiuta e con una prospettiva che guarda alle nuove generazioni».
Il Psi ritiene che si debba andare a forme nuove di gestione di un territorio per tanti aspetti omogeneo quale è il comprensorio del Cuoio, ma lo si deve fare con il coinvolgimento massimo delle popolazioni.
«Riteniamo – concludono dal Psi che il comune di Santa Maria a Monte per la sua storia, per il suo tessuto industriale, per le sue contiguità anche paesaggistiche sia un tutt’uno con gli altri comuni della zona che insistono sulla valle dell’Arno. In questa ottica, il Psi di zona ritiene che si debba andare, dopo la pausa estiva, ad un confronto serrato, a tutto campo con le forze politiche e i movimenti presenti nei comuni del Valdarno per mettere in campo politiche che puntano alla soluzione dei problemi delle comunità».
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