Il dolore
Via Moro riaperta entro la fine di settembre
L’annuncio dell’assessore provinciale alla riunione della consulta. Importo dei lavori: 200mila euro
SAN MINIATO. I primi di agosto cominceranno i lavori di urgenza che riguardano via Aldo Moro, la strada provinciale 7 che collega il centro storico a San Miniato Basso, che dovrebbe essere riaperta al traffico entro settembre o al massimo i primi di ottobre. Alla consulta territoriale, coordinata da Mario Desideri e tenutasi mercoledì presso l’auditorium dell’ex chiesa di San Martino, sono stati ribaditi i costi dei lavori che ammontano a 200mila euro, 160mila per spese di risanamento ed il resto per spese tecniche, stanziati dalla Provincia di Pisa. «Si tratta di uno sforzo economico importante, soprattutto perché le drastiche conseguenze delle forti piogge di quest'inverno hanno reso necessario il nostro intervento in diverse zone della provincia – ha spiegato Gabriele Santoni, assessore provinciale alla viabilità –. Tuttavia, abbiamo cercato di arrivare ad un progetto esecutivo in tempi record».
Nel mese di dicembre, la strada era stata interessata da una frana che si divorò gran parte della carreggiata, a seguito della quale era stata introdotta una viabilità a senso unico alternato con impianto semaforico; successivamente, nel mese di marzo, si aprì una voragine che costrinse alla chiusura totale della strada.
«Il cantiere sarà consegnato con un termine massimo di 90 giorni – ha detto il dirigente del servizio Viabilità della Provincia Dario Bellini – ma contiamo di finire i lavori in tempi più brevi, nella speranza che non si presentino piogge o problemi pratici, come inconvenienti di tipo tecnico-geologico».
Durante la consulta alcuni cittadini sono intervenuti lamentandosi del ritardo con cui partono i lavori, eppure le tempistiche sono state accorciate tutte per quanto possibile, tenendo conto che, a differenza di altre zone colpite dal maltempo, San Miniato è stata vittima di dissesti e smottamenti per i quali si dovevano introdurre misure di sicurezza più imponenti, che non riguardavano semplicemente il riempimento della parte franata o la raccolta dei detriti, ma richiedevano soluzioni ponderate sul come intervenire ed entro quali costi. Oggetto di discussione sono stati anche i traversanti che risultano interessati dall'inserimento mediante sonda dei cavi di fibre ottiche che, secondo alcuni, hanno favorito l'infiltrazione di acqua e quindi i conseguenti cedimenti.
Serena Di Paola
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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