Il Tirreno

Pontedera

Si uccide sotto il treno dove è morto un ragazzo

Si uccide sotto il treno dove è morto un ragazzo

La vittima è un pensionato che era in cura per un tumore. Ritorna il problema della mancata sicurezza di alcuni tratti della ferrovia con accessi sempre aperti

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PONTEDERA. A distanza di due anni dalla morte di uno studente di 17 anni che si è tolto la vita facendosi travolgere dal treno i binari vicini al ponte sull’Era e al giardino della Montagnola sono teatro di un’altra tragedia. Comincia a fare giorno quando un pensionato di 83 anni, malato di tumore, esce di casa intenzionato a farla finita con la sofferenza della malattia e delle cure oncologiche.

Cammina un po’ e quando arriva vicino alla Montagnola varca un cancelletto mai messo in sicurezza neanche dopo la morte dell’adolescente per mettere in atto il suo disperato proposito. Si siede sui binari, forse si distende in attesa dell’arrivo del treno.

Impossibile per i macchinisti del treno merci, che viaggia in direzione di Pisa, evitare l’impatto. Lo ripetono più volte i due macchinisti di Livorno, Francesco Andolfi e Giacomo Zuzzolotutti, mentre seguono le operazioni di recupero della salma. Quel cadavere coperto con un telo in segno di pietà - la tragedia è delle 5.45 - resta senza nome per alcune ore. L’uomo è senza documenti. Ha un braccio fasciato: si pensa a un anziano che vive in una casa di riposo o a un paziente dell’ospedale Lotti. Ma poco dopo saranno i familiari della vittima a telefonare alla polizia per chiedere notizie dell’uomo. La cronaca di un’altra tragedia.

La circolazione ferroviaria è stata sospesa dalle 5.40 alle 6.00 tra Pontedera e San Romano. Alle 6 la circolazione è ripresa sul binario in direzione Firenze. Alle 7.50 la circolazione è ripresa anche sul binario in direzione Pisa. Coinvolti 10 treni regionali che hanno registrato ritardi tra 10 e 30 minuti.

Sul posto polizia di Stato, polizia ferroviaria, carabinieri e soccorritori del 118 di Pisa anche se ogni loro intervento è stato inutile.

Il fatto di ieri impone una riflessione su quanto facilmente sia accessibile a un pedone la linea ferroviaria nel centro di Pontedera. Dopo la morte dello studente, nel marzo 2011, era stato chiesto di mettere in sicurezza questa parte dei binari vicina all’argine dell’Era. Biglietti e mazzi di fiori sono stati lasciati nel tempo vicino alla recinzione superata dal ragazzino prima di andare incontro alla morte. Un varco che anche l’anziano che si è tolto la vita ieri mattina ha trovato aperto. Così come è rimasto aperto un altro passaggio lungo via della Repubblica in seguito ad un cedimento della recinzione installata dalle Ferrovie e che non ha avuto la necessaria manutenzione. Anche se probabilmente un muro non avrebbe fermato le intenzioni suicide di chi ha scelto questi binari per farla finita resta il problema della mancata sicurezza della linea ferroviaria.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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