Proteste
Più quote per il S. Chiara
Buselli: «L’obiettivo è il rilancio dell’azienda pubblica»
VOLTERRA. Servono quote sanitarie aggiuntive per l’Asl 5 nel distretto Alta Valdicecina per dare un futuro al Santa Chiara di Volterra. Ne è convinto il primo cittadino del Colle etrusco Marco Buselli.
Le quote sanitarie aggiuntive permetterebbero di smaltire le persone in lista di attesa di un posto. Anziani già passati al vaglio della valutazione multidisciplinare, che ne ha accertata la non autosufficenza. E che, almeno per i casi più gravi, sono magari già in istituto, ma a totale carico della famiglia.
Dopo la richiesta alla Regione Toscana dei giorni scorsi da parte del sindaco Buselli di dieci quote sanitarie aggiuntive «per ripristinare l’equilibrio dell’offerta per l’assistenza residenziale», il primo cittadino si rivolge alla Fondazione Cassa di risparmio di Volterra avanzando una richiesta sulla stessa falsariga.
«Ho fatto appello alla Fondazione da sempre vicina alle problematiche di carattere sociosanitarie della popolazione locale – spiega il sindaco Buselli –, che sta subendo a causa dei tagli indiscriminati, un aumento dei costi individuali sostenuti dal cittadino». Che aggiunge: «L’obiettivo finale è il rilancio dell’azienda pubblica, un rilancio che gioverebbe a tutto il territorio che ad oggi paga, anche in termini economici, oltre alle enormi criticità ereditate, la mancata realizzazione di numerosi progetti di ripresa avanzati da questa amministrazione e legati al Santa Chiara respinti o semplicemente lasciati arenare alla Regione».
è in questa cornice che prende corpo la richiesta del sindaco di Volterra. «A questo si aggiunga che dal 2008, anno di prima assegnazione delle quote per ridurre le liste di attese nelle Residenze sanitarie assistite, il distretto dell’Alta Valdicecina non ha mai avuto liste di attesa – sottolinea Buselli –. Cosa che invece ora si sta verificando sistematicamente e davanti a cui la Regione e l’Azienda sanitaria 5 non possono più chiudere gli occhi».
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