Italia
Autovelox, cancellate le multe
Casteldelbosco, il giudice di pace accoglie il ricorso del comitato dei 147 automobilisti
MONTOPOLI. Era il novembre del 2009, le piogge d’autunno cedevano il passo al primo freddo invernale e i casellari degli uffici postali della zona si coloravano di verde: una miriade di avvisi giudiziari andavano a colpire un po’ ovunque automobilisti distratti del comprensorio. Il nuovo autovelox di Casteldelbosco, a un ritmo di 100 automobilisti “pizzicati” al giorno, era in funzione da due mesi. Una storia che si è conclusa l’altro ieri di fronte al Giudice di pace di San Miniato, con una notizia che certo farà tirare un sospiro di sollievo ai quasi 150 ricorrenti che in quei mesi si riunirono in comitato. Con motivazioni ufficiali che saranno rese pubbliche solo fra qualche mese, il giudice ha messo la parola “fine” alla vicenda dando ragione al fronte dei ricorrenti, guidato dal docente universitario Enzo Catarsi.
Tra i ricorrenti anche persone con decine di contravvenzioni a loro carico. Effetto, questo, di notifiche troppo lente, che arrivavano “a blocchi”, mettendo sull’avviso il malcapitato dell’esistenza dell’apparecchio solo quando gli sforamenti al limite di velocità erano stati già più d’uno. Un caso che all’epoca destò non poco scalpore, scatenando una polemica durata oltre un anno dentro e fuori dal consiglio comunale.
«Avevamo ragione, le nostre segnalazioni hanno convinto i giudici e andavano ben oltre la dimensione strettamente politica, etica – dice Catarsi –. Se i nostri appunti erano stati anche di tale natura, per esempio sulla scarsa informazione fatta dall’amministrazione, l’intero ricorso verteva su questioni tecniche che certo non potevano essere ignorate. Non conosciamo ancora le motivazioni della sentenza, ma è certo che il comitato, con l’ausilio degli avvocati Alessandro Catarsi, Martina Orsini ed Elisa Turini, aveva notato molte cose che non andavano nella cartellonistica e sulle distanze dall’apparecchio».
Fra le cose che erano state contestate maggiormente dal comitato, inoltre, vi era il fatto che l’apparecchio di Casteldelbosco fosse stato sostituito dopo l’inizio del procedimento legale, durante l’infuriare della polemica sui giornali. Elemento, questo, che ha influito non poco sulla consulenza tecnica richiesta all’epoca dal giudice e che potrebbe aver avuto il suo peso nel merito della decisione finale.
«L’esito dei ricorsi che riguardavano le contravvenzioni prese da veicoli colti sul lato in direzione Pisa era già noto dal 25 giugno – spiega l’avvocato Turini –. Con questi ultimi ricorsi, che si riferivano alla direzione Firenze si chiuderebbe definitivamente la vicenda dei 147 ricorrenti del comitato». Il condizionale è d’obbligo, dato che anche questa decisione dei giudici è potenzialmente appellabile da parte del Comune di Montopoli in successivi gradi di giudizio.
«Sta di fatto che, specie per la direzione Firenze, molto avevamo puntato sulla scarsa visibilità dell’apparecchio – sottolinea l’avvocato Elisa Turini –. È quindi probabile che proprio quello sia stato un elemento determinante, che leggeremo nelle motivazioni fra qualche mese».
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