Il dolore
Il credito come variabile strategica
S. Croce, Francioni: «Abbiamo bisogno di un supporto specifico per i diversi tipi di produzione»
SANTA CROCE SULL’ARNO. «In uno scenario come quello col quale devono confrontarsi le aziende toscane del settore oggi è necessario puntare su innovazione, internazionalizzazione, marketing, capacità di fare rete, tutela della qualità del prodotto. I nostri dati testimoniano che gli imprenditori del distretto di Santa Croce sono pronti ad affrontare queste sfide e il nostro Gruppo sta lavorando per essere al loro fianco: qui impieghiamo quasi 150 milioni di euro a fronte di una raccolta primaria di 60 milioni». È questa la cornice in cui Alessandro Raffo, area manager Toscana Ovest di UniCredit colloca il comprensorio.
Con un fatturato complessivo di oltre 1,3 miliardi di euro, 300 concerie presenti ed una quota export del 70% il distretto conciario di Santa Croce rappresenta una delle più grosse realtà italiane del settore: di questi scenari ma anche di case history creditizie e parametri di valutazioni finanziarie si è discusso nella sede dell’Associazione Conciatori a Santa Croce con Franco Donati, presidente Assoconciatori, e Alessandro Raffo, mentre le relazioni tecniche sono state tenute da Riccardo Masoero, responsabile territorial & sectorial intelligence UniCredit, Alessandro Francioni, vicepresidente Assoconciatori e Vito Noto, responsabile credit hub per il Centro Nord.
Secondo i dati presentati da Riccardo Masoero, responsabile dell’ufficio studi di UniCredit, gli aspetti che più positivamente caratterizzano il distretto sono legati ai temi della ricerca, dell’innovazione e alle strategie di marketing a sostegno della filiera produttiva. In particolare, tra le imprese del distretto si effettuano sistematici investimenti in ricerca e innovazione stilistica e l’innovazione nello stile si concretizza in un’attività di collaborazione continua con la clientela di riferimento, in particolare le grandi griffe.
«Fondamentale il dialogo tra impresa e sistema del credito – dice il presidente Assoconciatori Franco Donati –, soprattutto nel quadro di un contesto economico delicato e in continua evoluzione». A chiarire le specificità del settore è il vicepresidente Assoconciatori Alessandro Francioni. «Oggi l’impegno in conceria è certo diverso che in passato e i nostri imprenditori hanno bisogno di un supporto creditizio mirato, proprio in considerazione dei diversi tipi di produzione e con un incremento del credito stesso per far fronte ai rischi della variabilità del grezzo». Che conclude: «Non c’è impresa senza il supporto del mondo del credito e anche per il futuro sarà fondamentale che il nostro settore, nella sua specificità, possa trovare nella banca un interlocutore in grado di assecondarne le specifiche esigenze: le banche devono rimanere a contatto con il nostro comparto. La grande presenza di sportelli bancari nel territorio conferma questo forte legame».
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