Il Tirreno

Pontedera

A notte fonda spuntano le accuse al sindaco

di Manolo Morandini
A notte fonda spuntano le accuse al sindaco

Bagarre in consiglio comunale a Ponsacco sul caso di via Rospicciano per il quale Cicarelli e due tecnici rischiano di finire processati in tribunale

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PONSACCO. Alle due di notte non c’ha visto più. Prende i fogli e li sventola in aula, alla fine di un consiglio comunale fiume. E la discussione per il gesto del consigliere d’opposizione Stefano Giobbi prende tutta un’altra piega. All’ordine del giorno c’è la mozione della maggioranza sul contenzioso tra la Futura Immobiliare e l’amministrazione comunale di Ponsacco. Per Ponsacco Democratica è l’occasione per fare quadrato ed esprimere solidarietà al sindaco Alessandro Cicarelli e ai dipendenti dell’ufficio tecnico Alberto Turini e Antonio D’Auria. Per Giobbi, invece, quella per sgombrare il campo dagli equivoci. «Ho mostrato le carte con la firma del sindaco che provano la sua conoscenza dei provvedimenti giudiziari che invece in risposta a una mia interrogazione ha negato di conoscere. Ci sono un avviso di chiusura indagini e una richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura della Repubblica di Pisa».

A tenere banco è l’ecomostro di via Rospicciano, frutto di un Piano particolareggiato di iniziativa pubblica, e la destinazione delle superfici. S’incrociano le carte bollate così come i procedimenti nelle aule di giustizia che a più riprese vedono soccombere l’una o l’altra parte.

Per il sindaco Cicarelli, il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune Alberto Turini e quello del procedimento Antonio D’Auria è stato richiesto il rinvio a giudizio per un cambio di destinazione d’uso di alcuni locali all’interno del complesso immobiliare. Ma la vicenda coinvolge anche il direttore generale della Banca di credito cooperativo di Fornacette Mauro Benigni, nella veste di amministratore unico della Sigest Unipersonale Srl, e il geometra Bruno Nardini. In concorso, stando alle conclusioni delle indagini avrebbero agito nell’interesse dell’istituto di credito arrecando un danno ingiusto alla Futura Immobiliare Srl. Queste le convinzioni a cui è giunto il pubblico ministero Antonio Giaconi che ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti e su cui sarà il giudice dell’udienza preliminare a sciogliere le riserve.

«Non ho alcun interesse a mettere in croce le persone – sostiene Giobbi –. Voglio evitare però ulteriori costi ai cittadini per le spese legali e dare a quell’immobile una definitiva collocazione perché ad oggi rischia di rimanere una cattedrale nel deserto».

I toni in consiglio restano accesi. Si sono fatte quasi le tre di notte. Sulla mozione di solidarietà al primo cittadino presentata dalla capogruppo di maggioranza Barbara Guerrazzi, con qualche limatura al testo iniziale, arriva il voto favorevole di una sponda dell’opposione, quello del capogruppo Rossoblù Emanuele Turini.

«C’è stata una discussione ampia, al punto che il capogruppo Rossoblù ha votato a favore mentre il centrodestra si è espresso contro – dice Guerrazzi –. Ma abbiamo apprezzato il richiamo del consigliere Giobbi a trovare una soluzione alla vicenda. Siamo disponibili a confrontarci in commissione». E aggiunge: «La vicenda ha strani connotati, nasce da un contenzioso tra privati che ha finito per coinvolgere l’amministrazione». E conclude: «Abbiamo espresso solidarietà al sindaco perché abbiamo ritenuto che al momento non ci sono notizie di rinvio a giudizio di nessun ordine e grado. Allo stesso tempo confermiamo la nostra fiducia nell’operato della magistratura che ha già emesso sentenze in merito a vicende che riguardano la Futura Immobiliare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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