Il Tirreno

Pontedera

Spara e ferisce i vicini durante la lite

di Sabrina Chiellini

Le munizioni erano di quelle usate nella guerra simulata, ma ormai è degenerata la faida alla “Favilla”

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CASCINA. La faida in atto da mesi tra alcune famiglie che abitano nella ex scuola “Favilla”, due delle quali hanno occupato l’alloggio in maniera abusiva, si fa di giorno in giorno più a rischio. Domenica mattina una lite iniziata per motivi banali - si parla di proteste per il volume della tv o di quelle per i cani che abbaiano - poteva finire in tragedia. Giovanni Pisano, 67 anni, invalido, e la vicina di casa, Franca Maniscalchi, sono stati accompagnati al pronto soccorso di Pisa con alcune ferite al corpo. Entrambi sono stati raggiunti dai colpi di un fucile, di quelli usati nella guerra simulata, con i pallini di ceramica. A colpirli, secondo le loro accuse e la ricostruzione di una querela presentata ai carabinieri, è stato un giovane vicino di casa, poco più che ventenne. Quest’ultimo avrebbe iniziato la lite dopo aver minacciato pesantemente l’invalido, accusandolo di tenere il volume della tv troppo alto. «Era solo un pretesto – comincia Pisano – ogni scusa è buona, qui non si riesce a stare in pace, gridano a tutte le ore del giorno e della notte. Per non parlare dei cani (nella ex scuola ce ne sono diversi, ndr) che abbaiano anche di notte, in particolare quello della mia vicina. Lei abita proprio al mio stesso piano...». Pisano, poco prima delle 13, era nel giardino vicino all’ingresso della scuola dismessa, lungo la Tosco Romagnola. «Dopo che sono stato minacciato – racconta – sono entrato in casa e ho preso un coltello. Ma era chiuso dentro una custodia, non l’ho puntato contro di lui che continuava a minacciarmi di morte. Lui ha preso il fucile e ha cominciato a sparare contro di me, i segni si possono vedere bene, qui sul corpo – dice mostrando il segno lasciato dalle munizioni – e anche vicino a un occhio». Poi è intervenuta la vicina Maniscalchi che ha cercato di allontanare il pensionato ma pure lei è stata raggiunta dai pallini alle gambe e in un braccio. Sentito quel trambusto, il marito della Maniscalchi è uscito di casa e ha messo fine alla lite mentre arrivavano i carabinieri di Navacchio. I due feriti hanno una prognosi di dieci giorni lui e di cinque giorni la Maniscalchi.

Come è facile intuire, l’episodio ha aggravato la già difficile convivenza tra i nuclei familiari. Già l’altra sera i carabinieri sono stati costretti a intervenire di nuovo mentre volavano minacce di ogni genere, stando ai racconti dei due feriti. E anche ieri ci sono state nuove tensioni. «Non è vero quello che raccontano – ha gridato davanti a casa di Maniscalchi la madre del ventenne, vedendo i cronisti – state attenti a cosa vi fanno scrivere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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