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Stangata sulla prima casa l’Imu schizza al 5,2 per mille

Stangata sulla prima casa l’Imu schizza al 5,2 per mille

Approvato con i soli voti del Pd il bilancio di previsione del Comune di Montopoli L’assessore Capecchi: «Una scelta obbligata per portare in pareggio i conti»

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MONTOPOLI VALDARNO. L’assessore al bilancio Giovanni Capecchi la definisce una «scelta sofferta ma non ancora definitiva, passibile di modifiche fino a settembre». Si innanza l’aliquota Imu sulla prima casa nel comune di Montopoli, portata dal 4 al 5,2 per mille, in attesa che da Roma arrivi un quadro definitivo per valutare la possibilità di una marcia indietro. Intanto, cade uno dei tabù fissati dalle amministrazioni di zona in tema di tassazione sulla casa, con l’obiettivo dei mantenere il livello minimo d’imposta sulle abitazioni principali.

È quanto deciso nel consiglio comunale di giovedì, che ha approvato il bilancio di previsione con i soli voti del Pd. «Quella sull’Imu è una scelta obbligata – dice Capecchi – per portare in pareggio il bilancio con un ammanco di quasi 800mila euro rispetto al 2012, dovuto da un lato alla crisi economica, con poco più di 200mila euro di oneri di urbanizzazione sicuri, e dall’altro ai tagli della spending review, pari a 340mila euro in meno. Un ammanco pesante in un bilancio da 7 milioni». Un buco che l’amministrazione coprirà con una serie di tagli: «Scuola e sociale non sono stati toccati – precisa l’assessore – mantenendo invariate le tariffe per i servizi a domanda individuale. Su tutto il resto abbiamo dovuto tagliare: dalle manutenzioni ordinarie al parco mezzi, dalle spese telefoniche al settore cultura, rinunciando ad eventi come Gustopolis». A ciò si aggiunge anche un aumento del 15% per la Cosap, l’imposta sul suolo pubblico. Eppure non basta: «Data la decisione di non toccare l’Irpef, un’imposta che colpisce i redditi da lavoro – dice Capecchi – non rimaneva che mettere mano all’Imu. Considerato il rinvio della prima rata a settembre e la grande incertezza normativa, abbiamo deciso per adesso di aumentale l’aliquota sulla prima casa, in attesa di un’eventuale riforma e di maggiori entrate in bilancio che ci potranno permettere di rivedere la scelta fino a settembre». Sono state decise, inoltre, le quattro rate per il pagamento della Tares (prima scadenza al 30 luglio), l’imposta sui rifiuti che sostituirà la vecchia Tarsu, anche in questo caso in un quadro di grande incertezza. «È bene precisare – dice Capecchi – che la Tares è una legge dello Stato senza alcun margine di manovra per i Comuni. Una legge che ha caricato sui cittadini l’intero costo del servizio, senza possibilità di compartecipazione da parte dei Comuni. L'aumento nel nostro comune è calcolato intorno al 10%».(n.d.m.-g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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