Il Tirreno

Pontedera

Menzione speciale per il “Lotti”

Menzione speciale per il “Lotti”

L’ospedale premiato al concorso per la lotta al dolore non necessario

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PONTEDERA. La giuria del Premio nazionale "Nottola - Mario Luzi" per la lotta al dolore non necessario ha scelto i vincitori della quinta edizione del concorso, svoltosi ancora una volta sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica. Venti i progetti e i contributi pervenuti quest'anno, tutti di grande qualità e spessore, come concordemente rilevato dalla giuria presieduta dal professor Domenico Gioffrè di Cittadinanzattiva Toscana e composta da esperti di terapia antalgica e della farmacologia.

L’Asl 5 di Pisa (con l’ospedale di Pontedera) si è aggiudicata una menzione speciale grazie al progetto coordinato dalla dottoressa Maria Grazia Militello, della unità operativa Anestesia Rianimazione, relativo al percorso protetto per i bambini in attesa di interventi chirurgici di adenotonsillectomia.

«Questo riconoscimento – sottolinea il direttore generale Rocco Damone – gratifica l'impegno che i nostri professionisti, sia dell'anestesia e rianimazione, diretta dal dottor Paolo Carnesecchi, sia dell'otorinolaringoiatria, diretta dal dottor Paolo Grillai, hanno messo nella lotta al dolore specialmente nei piccoli pazienti».

Come si ricorderà, l'anestesia e rianimazione e l'otorinolaringiatria dell'ospedale Lotti hanno messo in atto un programma di preparazione preoperatoria all'intervento chirurgico di adenotonsillectomia creando un dvd intitolato “Il viaggio in ospedale” che i genitori e i bambini possono vedere insieme a casa prima di iniziare l'iter di preospedalizzazione. Il dvd racconta la storia di due bambini, Anna e Luca, dal momento della visita in ospedale con il chirurgo e l'anestesista all'ingresso in sala operatoria fino al ritorno a casa. Lo scopo è quello di ridurre l'ansia preoperatoria che si accompagna frequentemente ad eventi avversi come agitazione al risveglio, maggior dolore postoperatorio e sviluppo di ricordi che influenzeranno negativamente i successivi accessi in ospedale.

«Per controllare il dolore associato alla puntura venosa in ambulatorio di preospedalizzazione e in sala operatoria abbiamo scelto – spiega Damone – di utilizzare la distraction therapy, una tecnica che senza l'ausilio di farmaci aiuta il bambino ad affrontare procedure dolorose o difficoltose. L'attenzione del bambino viene letteralmente distolta da ciò che gli sta accadendo e catturata da uno stimolo alternativo (videogiochi, giochi interattivi, gioco con spirometro) scelto in base alle sue preferenze e caratteristiche».

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