Il dolore
Il pifferaio magico che suona con i vip
Dalla Filarmonica di Pontedera al fianco di Cocciante e Riondino, Ciulli racconta la sua scalata con il clarinetto
PONTEDERA. “Volere è potere”. Di nome e di fatto, la Filarmonica di Pontedera rappresenta il trampolino di lancio per Manuele Ciulli.
Ieri tra le fila del gruppo della città, oggi asso al clarinetto: il 31enne che ama la musica classica e ascolta Brahms e Schumann affianca Riccardo Cocciante nel suo tour estivo. L’altro giorno Peccioli, presto Palermo, Taormina e poi Torre del Lago. E ancora tempo fa al fianco di David Riondino: di strada ne sta facendo lui che da un anno si è trasferito a Varese per insegnare clarinetto a scuola.
«L’incontro con Cocciante è stato casuale – racconta – ho dovuto sostituire un amico nell’orchestra da palco che lo affianca, perché lui aveva un altro impegno con Giovanni Allevi».
Ciulli conosceva il cantante di “Bella senz’anima” solo attraverso i ricordi dei genitori. Scoprirlo come artista è una piacevole sorpresa. «È un artista eccezionale – dice – suona bene il pianoforte, ha sempre il sorriso e non si spazientisce mai, neppure quando sentiva durante le prove che qualcosa nell’orchestra non andava. Si lavora bene con lui».
Dopo due giorni di prove intense, quasi h 24, Ciulli sale sul palco di Peccioli, con il suo clarinetto, con una certa emozione: davanti un pienone da record.
«Ho cominciato a suonare nella filarmonica “Volere è potere” a 12 anni, dietro alla scelta di imparare il clarinetto c’è un aneddoto». Il 31enne srotola il filo dei ricordi: spunta un nome, Carlo Franceschi. «Era un supplente che ho avuto alle medie e suonava, appunto, il clarinetto», si dipana la matassa. «Il giorno che lo portò in classe io ero malato, comunque a scuola incoraggiarono i miei genitori a portarmi a suonare perché dicevano che ero dotato e scelsi il clarinetto proprio per emulare il mio supplente. Guardandomi oggi ho fatto la scelta giusta». Il percorso del musicista continua, sia tra le file della Filarmonica che con l’insegnante Roberta Fantozzi che non ha mai smesso di seguirlo. Poi arriva il momento delle scelte più importanti: Ciulli si diploma al conservatorio di Firenze e prende l’abilitazione per insegnare musica. «Da un anno vivo in provincia di Varese dove insegno», dice. Di sogni nel cassetto il giovane pontederese ne ha uno, una sorta di missione. «Personalmente il mio obiettivo è far conoscere la musica a grandi e piccini», chiude.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
