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«Un’edizione dedicata alla donna»

SAN MINIATO. Le parole di Etty Hillesum, adattate per il teatro da Marina Corradi in “Cercando un tetto a Dio”. Quelle di Miriam, nello spettacolo omonimo liberamente ispirato a “In nome della madre”...

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SAN MINIATO. Le parole di Etty Hillesum, adattate per il teatro da Marina Corradi in “Cercando un tetto a Dio”. Quelle di Miriam, nello spettacolo omonimo liberamente ispirato a “In nome della madre” di Erri De Luca. Quelle ardenti di Angela da Foligno in “L’amore crocifisso”. E poi Antigone, eroina scissa, sorprendentemente duplice, chiaroscurale, nella versione che la filosofa e scrittrice spagnola Maria Zambrano attinge da Sofocle, ricavando dalla celebre tragedia del V secolo avanti Cristo il suo “La tomba di Antigone”, da cui il regista Roberto Guicciardini, coraggiosamente, ha tratto la messa in scena (“L’ombra di Antigone”, fino al 24 luglio, alle 21.30, in piazza Duomo) che chiude e corona la 60ª Festa del Teatro di San Miniato. «Un’edizione – spiega il presidente della Fondazione Istituto Dramma Popolare Marzio Gabbanini – interamente dedicata alla figura della donna».

Rispondere ai drammi della coscienza, alle inquietudini dell’oggi, senza abbandonare la qualità della rappresentazione: questa, da sempre, dice Gabbanini, la scelta del Dramma Popolare. Con soddisfazione sottolinea «il forte interesse per un Istituto che ha 67 anni di storia e propone, anno dopo anno, spettacoli dal forte impatto emotivo e intellettuale. Continuare a divulgare il messaggio spirituale è importante: una riflessione a tutto campo sull’uomo contemporaneo che parte dalla contingenza storica e si eleva verso la spiritualità, di cui questo tipo di teatro può diventare valido nutrimento. Come sempre, il progetto era quello di riconfermare uno spettacolo inedito, moderno, di ispirazione cristiana. Credo ci siamo riusciti. Dopo un lungo lavoro di ricerca, abbiamo individuato un autore classico per eccellenza, Sofocle, che, nella versione di Maria Zambrano, completa il percorso impostato dagli altri spettacoli collaterali del festival. Nella lettura proposta dal maestro Guicciardini c’è il tema del conflitto col potere politico, quello della ricerca della terra promessa, quello dell’importanza dei legami affettivi che ci uniscono ai familiari, alle persone amate. Ciò di cui il “teatro dello spirito” deve parlare al suo pubblico». (a.l.)

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