La manifestazione
Quelle svastiche disegnate sulle teste
Prende a prestito uno slogan usato da Mao e dalle Brigate Rosse: “Colpirne uno per educarne cento”. Chissà quanto consapevolmente. Quel che è certo, non si tratta di una svista storica. Lui, operaio...
Prende a prestito uno slogan usato da Mao e dalle Brigate Rosse: “Colpirne uno per educarne cento”. Chissà quanto consapevolmente. Quel che è certo, non si tratta di una svista storica. Lui, operaio della Piaggio, pensa a un suo collega, con tanto di nome e cognome, quando scrive sulla pagina Facebook del gruppo chiuso Il manifestino. E a distanza di una manciata di minuti, scrive: “Io fossi in loro starei attento perché di questi tempi il matto di turno prima o poi viene fuori”. E ancora: “Sono momentacci, perché con 50/100 euro si trova la fila di gente pronta a troncare gambe o levare denti di bocca…. Offro 200”. Gli ultimi episodi, invece, sono due volantini, rinvenuti a distanza di un giorno l’uno dall’altro, affissi alla Meccaniche. Sopra ci sono svastiche e soprattutto i volti di persone impegnate nel sindacato di fabbrica. Fogli preparati per le elezioni del 2007, che qualcuno ha tenuto in un cassetto per farli riapparire nel 2013 ritoccati con quel simbolo di matrice nazista. Un simbolo inequivocabile, che pende sulle teste di tre storici attivisti della Uilm.
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